La diffusione ieri da parte del Movimento Civico Italia dell’affermazione, messa nero su bianco nei verbali di Giunta, che tra i dipendenti comunali di Todi “vi è malcontento, con ricaduta negativa sulla efficienza ed efficacia dei servizi”, ha generato non solo una polemica politica ma anche un po’ di maretta nell’opinione pubblica cittadina, con diverse reazioni indirizzate, sotto forma di commenti, anche a TamTam.
Da una parte ci sono coloro che non hanno apprezzato, in una così profonda fase di crisi occupazionale, leggere quelle righe, ritenendo che chi oggi ha un lavoro fisso e regolarmente retribuito, peraltro alle dipendenze di una pubblica amministrazione, dovrebbe ritenersi – ci scrive Angelo – “solo molto fortunato e addirittura privilegiato” e che, sapere del contrario, aggiunge Giovanna, è “un’offesa per i disoccupati e per i contribuenti in genere”.
Dall’altra parte si registrano anche i distinguo di alcuni dipendenti, i quali ritengono ingenerosa e fuorviante la valutazione riportata, sottolineando che non è giusto che si generalizzi e si mortifichi tutto il personale dell’ente e che se sacche di demotivazione ed inefficienza esistono è su quelle soltanto che deve essere posta l’attenzione per non fare di tutta l’erba un fascio.
A testimonianza che il tema è caldo, anche l’Amministrazione comunale ha diffuso una precisazione sull’argomento ricostruendo i passaggi che hanno portato la Giunta ad adottare, alcuni giorni fa, “un provvedimento unilaterale che riguarda la contrattazione decentrata annuale per il personale dipendente dell’ente. Un atto – viene spiegato – nel quale sono state previste forme di incentivazione del lavoro, in buona parte legate alla predisposizione di progetti che migliorino la qualità dei servizi e promuovano operatività straordinaria”.
“Prima di adottare tale provvedimento – si legge nel comunicato – l’amministrazione comunale ha effettuato gli incontri necessari con le rappresentanze sindacali per arrivare ad un atto condiviso e alla firma di un accordo comune.
I rappresentanti dei lavoratori hanno legittimamente preferito non firmare questa intesa, ritenendo non del tutto sufficienti le risorse economiche messe a disposizione dall’amministrazione. Dal canto proprio l’amministrazione ha spiegato ai rappresentanti dei dipendenti che le attuali condizioni di bilancio non consentivano ulteriori stanziamenti”.
“Un peso enorme sulla questione – aggiunte l’Amministrazione Rossini – ha avuto ed ha ancora oggi il recupero di centinaia di migliaia di euro che questa amministrazione comunale ha dovuto fare sulle risorse del fondo degli incentivi destinato ai dipendenti comunali, per somme che un’indagine del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 2009 ha ritenuto corrisposte indebitamente al personale. Una vicenda sulla quale l’amministrazione Rossini non c’entra nulla, non ha alcuna responsabilità. Nel 2012, al momento dell’insediamento, sono stati trovati provvedimenti di recupero del 2010 ai quali non era stato dato seguito e mancavano provvedimenti che qualcun altro avrebbe dovuto prendere. Tutto era bloccato dal 2008 e solo con l’amministrazione Rossini sono ripresi i pagamenti bloccati del salario accessorio (produttività e indennità varie).
Il recupero ordinato dal Ministero è stato messo in atto non riprendendo i soldi dalle tasche dei dipendenti, ma, come la legge ancora oggi impone, agendo sulle future distribuzioni di somme per la produttività. Questa azione di recupero è stata oggetto di ricorso davanti al giudice da parte di oltre 80 dipendenti. L’attesa del pronunciamento non ha di certo favorito un clima di certezze e serenità”.
“Nel frattempo – prosegue la nota – il numero di dipendenti comunali è diminuito in maniera sensibile, il lavoro per ognuno è aumentato, anche a seguito dei recenti provvedimenti normativi che impongono nuovi adempimenti e nuove modalità di lavoro.
In definitiva oggi, senza alcuna responsabilità dell’amministrazione Rossini, i dipendenti si trovano a fare i conti con un maggiore carico di lavoro, senza poter essere incentivati in maniera ritenuta dagli stessi adeguata.
Tutto ciò ha creato demotivazione e stanchezza comprensibili, che l’amministrazione comunale ha comunque cercato di superare con l’atto unilaterale deliberato, inserendo i provvedimenti incentivanti ricordati in premessa.
L’esplicito richiamo fatto nell’atto alla demotivazione ed alla stanchezza conferma la comprensione dell’amministrazione circa le condizioni di difficoltà del personale dipendente e rinnova la volontà di superare le difficoltà arrivate dal passato”.









