Come ogni anno la data dell’8 marzo ci porta a riflettere sul ruolo della donna; gli stereotipi di genere continuano significativamente ad influenzare e ad agire sulle nostre società, queste forme di semplificazione che attribuiscono a priori determinate caratteristiche, stili di vita, modelli comportamentali al sesso femminile e a quello maschile,  guidano e condizionano in  modo sottile, e in alcuni casi inconsapevole, scelte e atteggiamenti quotidiani.
Molte le iniziative promosse, anche nelle scuole umbre, allo scopo di sensibilizzare alla parità di genere, specie in età adolescenziale. Il confronto costituisce uno strumento importante nel prendere consapevolezza degli stereotipi e dei fattori che ancora oggi generano e sono alla base della disuguaglianza. La prospettiva non è quella di una gerarchia tra i ruoli, bensì della loro complementarietà, di una loro convivenza su un piano paritario.
Educare alla parità non significa, infatti, uniformare uomini e donne, non significa che le donne debbano rinunciare alla propria identità femminile, tutt’altro, significa piuttosto che a questa venga attribuita paridignità e vengano concesse le stesse opportunità.
La discriminazione a cui sono ancora sottoposte le donne,il modo in cui i media tendono a  presentarcele,i numeri allarmanti di  casi di abusi, violenze e femminicidi dimostrano quanto ancora la figura femminile  sia considerata dal sesso maschile una sorta di proprietà su cui esercitare il proprio controllo.
Il percorso di emancipazione di cui le donne sono state artefici e protagoniste, con la forza, l’energia propositiva e l’intuizione che le caratterizza, le ha portate a non riconoscersi più solo nel ruolo di madri e di casalinghe e piuttosto a ribellarsi coraggiosamente  al ruolo di dipendenza che le caratterizzava.Hanno raggiunto successi scolastici, sperimentato progressi lavorativi, costruito rapporti sociali e soprattutto  ottenuto autonomia di guadagno e  di decisione sulla propria vita.La donna rappresenta oggi senza dubbio un punto di riferimento centrale nella società e nella famiglia, e la sua inclusione nella dimensione lavorativa, economica e sociale, un fattore indispensabile per il progresso.
Purtroppo non si può dire però, come il persistere degli stereotipi e i fatti ci mostrino, che il processo di emancipazione sia concluso. Nella sfera pubblica, amministrativa, politica, le donne continuano a trovare ostacoli; nell’accesso alle professioni e alle posizioni più ambite e di vertice,a parità di competenze, vengono ancora preferiti gli uomini.
Nonostante l’uguaglianza giuridica sulla carta, e gli enormi sforzi compiuti dalle donne per affrancarsi dai pregiudizi di cui sono vittime, occorre ancora molto lavoro.
L’importanza di  celebrare l’8 Marzo risiede quindi nel continuare a riflettere a riconoscere come la lotta per i diritti  delle donne contribuisca alla crescita di tutta l’umanità; la loro battaglia è quella di ogni essere umano per la difesa dei propri diritti.

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