All’indomani delle elezioni regionali, preso atto del divario elettorale che separava, nella città di Todi, il candidato del centrosinistra da Claudio Ricci, il Partito socialista aprì formalmente una crisi politica sulla base di considerazioni molto chiare. Scriveva il partito socialista che ” sottacere o sottovalutare il forte segnale di disagio espresso dai cittadini sia estremamente dannoso per l’azione di questa Amministrazione Comunale e per il riaffermarsi di un positivo progetto di centrosinistra alla prossima scadenza elettorale”. A quelle parole è seguito per mesi il “balletto” del gruppo consiliare del Psi (Guazzaroni, Coletti e Parasecolo) che ad intermittenza ha fatto mancare il numero legale alla maggioranza, ma mai in maniera determinante.
A più riprese i socialisti hanno sollecitato un cambio di marcia dell’amministrazione arrivando a mettere a disposizione del Sindaco la propria delegazione di giunta e chiedendo al PD di fare altrettanto. Oggi leggiamo che tutte queste tensioni e queste volontà di rilancio dell’azione amministrativa avrebbero come termine la sostituzione del vicesindaco, che passerebbe dalla Sezione del Psi Pinotti, alla Sezione del Psi Matteotti. Un’ipotesi che, stentiamo a credere, possa essere accettata quale soluzione a questioni che riguardavano l’attività politico – amministrativa della giunta, la sintonia con i cittadini e la necessità di rilanciare l’azione di governo cittadino. Un’ipotesi che vedrebbe usare il ruolo e la rappresentanza istituzionale del vicesindaco come calmiere di lotte intestine ad un partito, senza connessione alcuna con le esigenze di efficentamento della giunta comunale. Un atto che mortifica la presenza in consiglio comunale dei tre consiglieri del Psi, partiti per fare una “guerra ” per il bene dei cittadini, e finiti col giocare a nascondino. Una atto che penalizza la sezione dell’attuale vice sindaco, costretto ad abdicare a favore dell’assessore politicamente meno incisivo della giunta Rossini (cosa non facile!). Un atto che certifica il fallimento di un Sindaco incapace di gestire una crisi politica durata un anno e chiusa solo in virtù dell’intervento dei soliti politici perugini, più attenti a tenere insieme i cocci dei propri partiti che a tutelare gli interessi dei tuderti. È chiaro che qualunque soluzione oggi non cambierà la pessima percezione che hanno i cittadini dell’attuale maggioranza, ma siamo convinti che il nuovo assetto sarà, se possibile, addirittura peggiore di quello attuale.
- Movimento Civico Italia
- 24 Marzo 2016








