La montagna ha partorito il topolino. La crisi di giunta, aperta un anno fa dal gruppo consiliare del Partito Socialista di Todi, tesa a ridare nuovo slancio all’attività amministrativa e a ritrovare una sintonia perduta, dopo le elezioni regionali, fra la Giunta ed i cittadini, si è conclusa con il più vecchio dei riti della politica: quello del valzer delle poltrone.
È stato sufficiente rimuovere dalla carica di vicesindaco Luca Pipistrelli, della sezione socialista Pinotti, ed incoronare Emidio Costanzi, della Sezione socialista Matteotti, e tutti grandi temi posti sul tavolo della coalizione sono svaniti. Un miracolo che si consuma nella lotta tutta interna al Psi e che nulla ha a che fare con i veri problemi dei cittadini di cui, come dimostrato, nulla interessava. Riteniamo che aver ceduto a tali pressioni politiche, che da un anno tenevano sotto scacco l’amministrazione e la città, dia la misura di quanta autonomia abbia Rossini e di come le scelte da lui effettuate rispondano alle logiche delle fazioni dei partiti, anziché a quelle delle città e degli interessi della comunità tuderte.
Ancora una volta non prevale merito ed impegno, ma padrini e padroni di una politica che, a Todi, continua a ragionare su schemi che conosciamo da trent’anni. Ci consola esclusivamente il fatto che le elezioni comunali sono alle porte e che ai cittadini, quanto prima, sarà offerta l’occasione di giudicare e, siamo certi, di cambiare il governo cittadino.
- Movimento Civico Italia
- 6 Maggio 2016









