Per il M5S siamo dentro un'emergenza nazionale per la quale va subito interdetta la pesca lungo i corpi idrici predetti, escludendo l'uso di tali acque a scopo irriguo.
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Il rapporto nazionale sulla presenza di pesticidi nelle acque redatto dall’ ISPRA è stato quasi del tutto snobbato in Umbria.
E’ pur vero che nelle acque superficiali ci sono residui nel 95,0% dei punti e nel 37,6% dei campioni investigati e sono state rinvenute 18 sostanze: le più frequenti sono metolaclor, terbutilazina, terbutilazina-desetil e metalaxil.

Nelle acque sotterranee è stata riscontrata la presenza di residui nel 4,6% dei punti e nel 4,6% dei campioni. Sono state rinvenute 7 sostanze, di cui le maggiormente frequenti sono:, terbutilazinadesetil, metolaclor, terbutilazina e miclobutanil.
Ma non si evidenzia alcun superamento degli SQA nelle acque superficiali, mentre il livello di contaminazione è superiore ai limiti di qualità ambientale in 4 punti delle acque sotterranee (2,6% del totale).

Ma quelle acque che fine fanno? La gente si chiede se un goccio oggi, un goccio domani e così via nel tempo non determinino un accumulo non proprio benefico.
Alla domanda potrebbero aver risposto sia pure per sostanze diverse i 5 stelle che hanno affermato per bocca del capogruppo in Regione Andrea Liberati, del portavoce al Senato Stefano Lucidi e dei consiglieri Lucia Vergaglia, Thomas De Luca, Patrizia Braghiroli e Valentina Pococacio: “Una grave contaminazione dei fiumi Paglia, Tevere e Nera”.

I pentastellati hanno pertanto illustrato quattro diversi studi accademici effettuati presso le università di Firenze, Urbino e negli Stati Uniti.
In particolare, i fiumi Paglia e poi Tevere presenterebbero un altissimo inquinamento da mercurio, derivante dalle miniere del monte Amiata, entrato nella catena alimentare attraverso i pesci, con concentrazioni che, lungo il Paglia, eccedeno nel 96% dei casi le soglie di pericolo per la salute umana fissate negli Stati Uniti (“Of the freshwater fish collected, 96% of the fish muscle samples exceeded the 0.3 μg/g (methyl-Hg, wet weight) USEPA fish muscle standard”, Science of the Total Environment, Concentration, distribution, and translocation of mercury and methylmercury in mine-waste, sediment, soil, water, and fish collected near the Abbadia San Salvatore mercury mine, Monte Amiata district, Italy, p. 326, available online December 14th 2011″).

Gli studi dimostrerebbero, peraltro, che la contaminazione è talmente grave da mettere a rischio la geochimica del mar Mediterraneo (“The Tiber River may then be considered as one of the main contributors to the total Hg budget of the Mediterranean Sea”, www.mdpi.com/journal/minerals, Effects of the November 2012 Flood Event on the Mobilization of Hg from the Mount Amiata Mining District to the Sediments of the Paglia River Basin, p. 242, published: April 9th 2014), giacché quello del fiume Tevere rappresenterebbe uno dei più importanti casi di inquinamento da mercurio del mondo, come indicano gli esiti dei prelievi di acque e sedimenti effettuati dai diversi studiosi, fino alle porte di Roma.

I portavoce del M5S hanno poi mostrato, per la prima volta, lo studio ecotossicologico (2013) commissionato dalla Thyssen (e prescritto dall’A.I.A. 2010) per valutare lo stato delle matrici ambientali a monte e a valle degli scarichi delle acciaierie.
Ebbene, secondo i pentastellati, lo studio certifica che, a valle degli scarichi, la concentrazione da nichel e cromo nei molluschi e nelle piante acquatiche è superiore anche fino a 400 volte rispetto alle matrici poste a monte (allegato AST, pp. 10, 12, 28, etc.).

Per il M5S siamo dentro un’emergenza nazionale per la quale va subito interdetta la pesca lungo i corpi idrici predetti, escludendo l’uso di tali acque a scopo irriguo.

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