In una recente serata conviviale del nostro Meetup, il Consigliere regionale Andrea Liberati ci ha garantito il massimo impegno e sostegno di tutto il Movimento 5 Stelle, non solo umbro ma anche nazionale, per le amministrative che si svolgeranno a Todi il prossimo anno. E’ il primo passo per una campagna elettorale che sarà lunga e che vedrà i Tuderti5Stelle partecipare con la volontà di vincere.
Durante la bellissima serata un amico, acuto osservatore molto presente sullo scenario politico tuderte ci ha fatto notare la frenesia di visibilità di un raggruppamento elettorale che ha adottato un simbolo e una denominazione (“movimento”) che potrebbero creare nell’elettorato la confusione con il nostro simbolo.
Abbiamo sorriso di questa segnalazione, rispondendo a quell’amico che il nostro elettorato è molto consapevole e informato, quindi nessun rischio di confusione.
Quell’amico ha ribattuto: certo, sul vostro elettorato non c’è dubbio, ma quel raggruppamento punta a pescare nel malcontento, che è molto diffuso, e sa bene che la parola “movimento” è molto in voga in questo periodo.
Beneficiare, anche indirettamente, di questa confusione, non è cosa da poco.
Inoltre, diceva sempre il nostro amico, la parola “movimento” è una fantastica toppa per coprire gli enormi buchi di credibilità di partiti e di personaggi che definire da prima repubblica è fare loro un complimento.
Da bravi commercianti politici, sanno bene che oggi i partiti tradizionali fanno fatica, e allora devono far dimenticare alla gente che quelli che si propongono per il cambiamento sono le stesse facce e hanno gli stessi modi che ci hanno portato al punto disgraziato in cui siamo.
Da qui la trovata geniale: si proclamano “civici”.
Ma come? Civico vuol dire: “fuori dalla diretta riferibilità a un partito”.
Andrebbe tutto bene se questa civicità l’avessero mostrata quando i loro partiti erano forti e dominavano la scena.
Adesso è troppo facile spacciarsi per civici: i loro partiti sono praticamente implosi e non hanno più né potere né credibilità.
Il nostro amico, che più che a noi vuole bene alla chiarezza e all’onestà intellettuale, ci ha quindi raccomandato di uscire pubblicamente con un distinguo, con una presa di distanza.
Ma che bisogno abbiamo di distinguerci, se è evidente a tutti che nulla ci accomuna?
Da noi non ci sono persone che devono comprare nuovi armadi perché quelli che hanno sono stracolmi di casacche.
Da noi, soprattutto, si è consapevoli che il Movimento che rappresentiamo è una volontà di crescita, un capovolgimento dell’esistente, una voglia di cambiare e non di arrivare a sistemarci.
Il nostro Movimento è l’unico con la “M” maiuscola, gli altri possono usare questa parola, ma con la “m” minuscola, come semplice atto motorio di personaggi che si spostano con molta disinvoltura da un partito all’altro.

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