Dopo la prima seduta del 6 maggio, è accaduto che venerdì scorso, in 2^ commissione consiliare, sono stati portati all’esame dei suoi membri, i bilanci comunali – consuntivo 2015 e preventivo 2016 – anche se, poi, non erano neanche gli unici punti in discussione; altri ce n’erano, questi sì, strumentalmente utili a riempire l’ordine del giorno.
Già fuori dai tempi stabiliti per legge, oltre la proroga concessa e fissata al 30 aprile dal Ministero degli Interni, l’approvazione dei due bilanci è approdata in commissione, con le relazioni obbligatorie dell’organo di revisione inviate ai consiglieri “in zona Cesarini”: in tutto più di centocinquanta pagine piene zeppe di numeri e di tabelle che avrebbero necessitato di maggior tempo per essere ben studiate e capite. E quest’anno, tutto è andato a rilento, come mai è successo negli anni passati. Colpa della “armonizzazione”, delle nuove regole e dei nuovi schemi da utilizzare che hanno fatto letteralmente impazzire gli uffici comunali.
Quasi a metà mese di aprile, recatami di persona presso gli uffici comunali, mi era stato riferito che le questioni “tecniche” sul tavolo del responsabile dell’area bilanci e contabilità, non erano state ancora state del tutto superate e che, quindi, ancora si doveva attendere per avere chiarimenti ed i documenti sollecitati (note del 6 e 13.4).
E poi c’era, per me, ancora da risolvere il problema principe: secondo l’art. 141 del TUEL, nel caso in cui un comune fosse stato fuori tempo massimo per la approvazione del bilancio, era previsto l’intervento del Prefetto, il quale, con apposita “diffida ad adempiere” aveva il compito – quest’anno però sembra non assolto – di far prendere subito i lavori in mano al sonnolento consiglio, pena l’invio di un commissario.
E Dio non lo voglia perché, Lui solo sa, quanto bisogno potrebbe avere il nostro comune delle premurose attenzioni di un buon commissario.
Il problema non è stato solo di Marsciano ma è stato affrontato anche da diversi altri consiglieri comunali 5stelle nelle nostre stesse condizioni: Corciano, Spoleto, Orvieto, Foligno ed Umbertide. E, con alterne vicende: c’è chi è uscito dall’aula consiliare, chi ha protestato per l’omissione dell’intervento prefettizio, chi è fuggito dalla commissione sin dall’esame dei bilanci.
Come consigliera del M5S non ho voluto partecipare alle due sedute della commissione. Già dal 13 aprile scorso, infatti, proprio con una lettera inviata al sig. Prefetto di Perugia, ho chiesto lumi circa l’approvazione, non ancora avvenuta, dei bilanci comunali. Ed ho invitato l’alto dirigente di stato a non tardare, ad inviare senza indugi, la diffida al comune, appena spirato il termine perentorio previsto dalla legge (30.4). Ovviamente, nessuna risposta ci è giunta direttamente; e, come in una delle più famose battute nelle barzellette circolanti sui carabinieri, è veramente accaduto che “interrogato, il morto non rispose”. E non è dato neanche sapere se, la diffida, possa anche essere arrivata in comune ma che non sia stata comunicata, come di dovere, a tutti i consiglieri comunali. Né, gli uffici del Prefetto di Perugia – interrogati da altri più solerti ed informati consiglieri dell’opposizione (MD) – hanno chiarito se il comune di Marsciano abbia davvero provveduto a comunicare l’approvazione del bilancio, da parte della giunta, e la data in cui, nel prossimo consiglio comunale, ci sarà l’approvazione definitiva. E, dunque, sarà, forse, questo il motivo, per cui il Prefetto non ha ancora esercitato il suo potere sostitutivo.
Gli organi comunali ed i consiglieri di maggioranza ignorano le nostre sollecitazioni che ritengono manovre prive di contenuti, buone solo a far melina, ad allungare i tempi dell’approvazione del bilancio; dimenticandosi che sono stati loro, per primi, a superare, come al solito le nostre legittime rimostranze, agendo, tanto per capirsi, alla “conte Tacchia” (perché io so io e voi non siete un c….) superando, violando il termine – perentorio – del 30 aprile scorso, previsto dalla legge e convocando, arbitrariamente, un consiglio in barba ai poteri in capo al sig. Prefetto.
Il M5S, nella mia persona, non ha partecipato all’approvazione dei due bilanci in commissione, primo perché mi aspettavo una risposta positiva da una più solerte Prefettura. Poi, perché non sono state fornite tutte le informazioni ed i documenti necessari nei tempi di legge e, ad oggi, ne mancano alcuni – più volte chiesti ad una spigolosa amministrazione – e senza i quali non è possibile sapere e capire bene e, quindi, non ho potuto esprimere un voto informato. Però, non mi sono data ancora per vinta: venerdì scorso ho inviato un altro sollecito al sig. Prefetto, ed ho presentato un’istanza – congiuntamente con il capogruppo di MD, Carlo Cavalletti – volta ad ottenere l’annullamento della seduta del consiglio di domani; da rinviare a data successiva, dopo l’arrivo della diffida ad adempiere al comune. Non basta, a mio avviso, far poche domande sui tranelli insiti nell’approvazione di due corposi bilanci; non basta discutere sulle entrate dei parchimetri e dibattere animatamente sulle tariffe mense! Davvero in un bilancio di svariate decine di milioni sono solo questi i punti cruciali da affrontare e risolvere? No, no! è necessario fare qualche sforzo in più: di volere e saper gridare il proprio disappunto, essendocene i presupposti; di far sentire, insomma, la propria voce, senza timori reverenziali, anche nelle sedi più autorevoli di quelle di un’aula consiliare.

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