La relazione di Arpa Umbria, accenderà o ri-accenderà sicuramente il dibattito sulla situazione di un territorio che l'Agenzia definisce sensibile
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La relazione dell’Arpa sulla situazione della conca ternana è sicuramente materia da specialisti, ma gli aggettivi che si incontrano nel testo non lasciano nulla di buono da sperare ed anche se la relazione si conclude con un “Criticità in termini di esposizione a rischio sanitario della popolazione (di competenza dell’Ass.to Sanità)” nel testo qualche riferimento alla salute come conseguenza dello stato di inquinamento c’è

Questa comunque la relazione.
La Conca Ternana comprende territori del Comune di Terni e del Comune di Narni, delimitata a Nord dai Monti Martani, a Sud dalla Macchia di Bussone, a Est dalla Valnerina , a Ovest dal Ponte di Augusto .
E’ sito di storici insediamenti industriali , in particolare nei comparti siderurgico e chimico .
Evoluzione dei mercati e recente crisi finanziaria-industriale globale hanno portato a dismissione e riduzione di molte attività produttive , nei cui perimetri o in aree ad esse asservite sono accumulati ingenti quantitativi di residui di lavorazione o di scarichi incontrollati o accidentali di materiali solidi e liquidi in uscita dai processi di lavorazione, con pesanti conseguenze sulla qualità dei suoli e degli acquiferi sotterranei.
Anche la qualità dell’aria , stanti le peculiari caratteristiche orografiche e di classi di stabilità atmosferica della Conca , risente delle emissioni dei cicli industriali operativi, oltrechè degli effetti inerziali dei rilasci gassosi del passato .
Nelle condizioni date ,aspetto determinante , oltre a quantità e qualità delle emissioni , risulta quindi la meteorologia , che durante la stagione fredda non favorisce certo la dispersione degli inquinanti , confinandoli al suolo , per cui il trend decrescente dei valori emissivi a partire dal 2005 è solo ascrivibile al venir meno o al ridursi delle attività industriali nell’area .
La sommatoria delle emissioni e la loro frazione assoggettata a percorsi di ricaduta ed immissione al suolo è stata oggetto, oltrechè di contaminazione diretta delle matrici suolo ed acqua superficiale – ma anche sotterranea in virtù degli usuali fenomeni di ruscellamento , percolazione e lisciviazione – di processi di accumulo biologico che le hanno portate ad interagire con le catene trofiche e con il ricettore finale ‘uomo’.
Per quella via , di ingestione , oltrechè per quelle di deposito e contatto , le emissioni hanno alla fine generato un impatto , oggi epidemiologicamente constatabile , sulla salute delle popolazioni con cui sono entrate in relazione .

Criticità ambientali
1) Aria

La valutazione della qualità dell’aria è attività necessaria per comprendere i livelli di inquinamento a cui la popolazione è normalmente esposta : l’attenzione è rivolta verso gli ambienti urbani dove coesistono alti valori di inquinamento dell’aria e alta densità di popolazione e perciò di persone esposte a elevati valori di agenti inquinanti. Tra questi, il parametro cui si presta maggiore attenzione sono le polveri fini (PM10 e PM2.5) in quanto inquinante con composizione e dinamica di formazione e diffusione complessa che recentemente lo IARC-OMS ha identificato come cancerogeno per gli esseri umani in quanto una delle possibili cause del cancro del polmone , in virtù della attitudine ‘dimensionale’ , una volta inalate , ad entrare in contatto , depositandovisi , con gli alveoli polmonari .
La situazione della Conca Ternana , al riguardo , è così riassumibile :
– Polveri fini aerodisperse – PM10

Nel 2014, su base annua,si registrano valori di concentrazione tra 27 e 32 microg/Nm3 (valore limite : 40 microg/Nm3) che collocano la Conca tra le realtà peggiori della regione. Risultano oltre 60 superamenti del valore medio giornaliero rispetto al numero massimo da normativa, pari a 35 .
Passando al particolato più fine , PM2,5 , i dati misurati mostrano che nel 2014 la media annua ha rispettato il valore limite di 25 microg/Nm3 da normativa, ma con valori compresi tra 18 e 21 microg/Nm3 che collocano Terni tra le realtà urbane della regione con la peggiore qualità dell’aria .
– Metalli pesanti

I dati relativi ai metalli pesanti nelle polveri fini (PM10) evidenziano una criticità legata alle concentrazioni di Nichel e Cromo, caratteristici della peculiare attività siderurgica nell’area : a Prisciano , ove avvengono le misure più prossime al polo siderurgico, si registrano in assoluto i valori più alti di tali metalli nell’aria.
Il valore medio annuo del 2014 per il Nichel raggiunge 19,4 ng/Nm3, di poco inferiore al valore obiettivo , da normativa , di 20 ng/Nm3 ; ciò fa dell’aria di Terni quella che mostra il più elevato contenuto di Nichel a livello nazionale , così come i valori medi annuali per il Cromo misurati nelle stazioni della Conca, pur non essendo definito dalla normativa un valore limite/obiettivo, risultano comunque superiori anche di un ordine di grandezza rispetto a quelli riscontrati negli altri centri urbani del territorio regionale.
Il quadro delineato per i metalli pesanti contenuti nelle polveri fini aerodisperse si apprezza anche nei tassi di deposizione dei metalli al suolo (per cui non sono definiti valori limite/obiettivo); la maggiore ricaduta al suolo di Nichel e Cromo si evidenzia nel citato sito di Prisciano prossimo all’acciaieria .
I dati in possesso di Arpa indicano una ricaduta giornaliera al suolo di 12 grammi/ha di Cromo totale e di 1,5 grammi/ha di Nichel equivalenti ad una deposizione annua di 4,3 kg/ha di Cromo totale e di 0,5 kg/hadi Nichel, valori che risultano più elevati di un ordine di grandezza rispetto a quanto rilevato nelle altre zone della città.
– Benzo(a)pirene

I valori misurati a partire dal 2013 dalla Rete Regionale evidenziano per il benzo(a)pirene contenuto nelle polveri fini aerodisperse una criticità distribuita sull’intero territorio regionale .
– NO2

I valori misurati come media annua , pari a quasi 25 microg/Nm3, fanno di Terni la terza città italiana per concentrazione di questo inquinante atmosferico dopo Brescia e Taranto .
2) Acque sotterranee

Le indagini , condotte in un’area con estensione complessiva di circa 24 km2 , hanno conclamato una emergenza per contaminazione da Tetracloroetilene (PCE) delle falde sottostanti il polo chimico ternano e zone limitrofe .
La presenza di Tetracloroetilene (PCE) si riscontra nel 75% dei punti monitorati , nel 40% dei quali si hanno concentrazioni superiori a quelle ‘soglia di contaminazione’ previste dal D.Lgs. 152/2006 (All.5,Tab.2) , molto bassa in quanto inferiore di un ordine di grandezza a quello limite , di 10 μg/l , previsto dal D.Lgs. 31 del 2001, come somma di Tetracloroetilene (PCE) e Tricloroetilene (TCE) per le acque destinate al consumo umano . L’Istituto Superiore di Sanità (2011) ha stabilito che il limite dei 10 μg/l sia da applicare per il rischio di contaminazione di ortaggi e vegetali per uso alimentare.
Il superamento dei limiti previsti per il consumo umano è stato rilevato in 3 pozzi in Loc. Le Campore del Comune di Narni, in 1 pozzo della rete regionale in Strada Tavernolo , “ area Polymer” , nel Comune di Terni , e nel campo-pozzi di Fontana di Polo, le cui acque subiscono trattamenti in apposito impianto di potabilizzazione.
Le caratteristiche salienti della contaminazione rilevata sull’area di circa 24 Km2 sono così riassumibili :
punti con presenza di PCE (> 0.1 μg/l) 97 (75%)
punti con concentrazioni di PCE>CSC (1.1 μg/l D.Lgs.152/06) 51 (40%)
punti con concentrazioni di PCE+TCE > 10 μg/l (D.Lgs.31/2001) 8 (6%)
Valore max PCE rilevato 31 g/l

La rilevazione sistematica delle concentrazioni dei composti organo-alogenati ha quindi consentito la perimetrazione delle aree ai fini ambientali ed a quelli sanitari .
Le aree incluse nelle “perimetrazioni” sono:
1) Area Polymer – Le Campore;
2) Area Maratta Alta;
3) Area Pescecotto – Palazzone;
4) Area Fontana di Polo.
L’ampiezza della diffusione della contaminazione e le concentrazioni misurate portano a riferire la contaminazione riscontrata ad eventi singoli o continuativi datati . I dati finora acquisiti non hanno consentito l’individuazione di sorgenti secondarie di contaminazione (accumuli nel sottosuolo), associabili a quelle potenziali primarie nell’ambito di un sistemache non è statico.
Nel caso di contaminazioni datate, le evoluzioni sono funzione della variazione dei cicli idrometeorologici (aumento delle concentrazioni durante la stagione secca e/o di magra prolungata, annuale e pluriennale).
Ulteriori criticità vengono rilevate in relazione all’uso delle acque sotterranee contaminate da PCE nel ciclo produttivo di numerose aziende , con particolare riferimento al Polo Chimico Ternano.
3) Suolo/Siti Contaminati

La matrice suolo può risultare compromessa ai fini di diversi livelli qualitativi di fruizione a seguito di contaminazione da molte tipologie di fenomeni , dal rilascio incidentale all’interramento incontrollato di composti o residui tossici , fino alla ricaduta di inquinanti aeriformi .
La caratterizzazione dei suoli contaminati consente una lettura precisa di come attività antropiche passate e presenti abbiano impattato sull’insieme delle matrici ambientali (suolo superficiale e profondo, acque sotterranee e superficiali).
I percorsi di migrazione degli inquinanti ricorrenti sono il trasporto eolico di vapori o polveri , lisciviazione , percolazione , trasporto e diffusione in falda .
Nei casi più gravi di contaminazione , la normativa prevede la definizione dell’area interessata come Sito di Interesse Nazionale (SIN) .
Tra i Siti di Interesse Nazionale si colloca l’area industriale di Terni- Papigno , posta nella parte orientale della città, caratterizzata da una forte presenza di attività industriali siderurgiche, chimiche, elettriche e tessili in gran parte riconducibili alla “Terni Società per l’Acciaio e l’Elettricità” ancora in essere o dismesse.
Nella perimetrazione del SIN Papigno sono presenti i seguenti siti da sottoporre a caratterizzazione e bonifica:
Ex Stabilimenti elettrochimici Papigno
Ex Lanificio Gruber
Stabilimenti AST
Area ex Jutificio Centurini
Fabbrica d’armi
Discarica dismessa ex soc. Terni (AST spa)
Area discariche Villa Valle (AST spa)
Area impianti elettrici Villa Valle incluse le Centrali di Galleto e Cervara .
Le principali criticità riscontrate riguardano , nei suoli in aree agricole e collinari all’interno del SIN :
– superamenti dei valori previsti per i metalli Zinco, Piombo,Rame su circa il 10% dei campioni ;
– superamenti dei valori previsti per PCB (limite 0,001 mg/Kg, ,pre-2006) in gran parte dei campioni di terreno ; una volta innalzato il limite a 0,06 mg/Kg, circa il 3% dei campioni ha presentato superamenti del nuovo valore .

Per quanto attiene le acque sotterranee ,è risultata contaminata da Manganese, Nichel, Zinco, Cromo VI , Solfati , Tetracloroetilene la falda superficiale nella zona delle discariche di Villa Valle .
Ulteriori siti contaminati ritenuti di minore criticità in termini relativi sono :
• Vocabolo Fiore 1: area privata . In passato attività di rottamazione ed ex deposito di scorie e terre di fonderia; nessun intervento attuato di verifica della contaminazione presente;
• Vocabolo Fiore 2: area privata ed ex deposito scorie e terre di fonderia .Nessun intervento attuato di verifica della contaminazione presente;
• Ex discarica Polymer: area pubblica/privata con interramento di residui di lavorazione industria chimica . Per la parte pubblica sono in fase di completamento gli accertamenti preliminari eseguiti direttamente da ARPA Umbria e Comune di Terni. Per la parte privata si è concluso il procedimento di bonifica con analisi di rischio;
• Ex discarica Maratta 1:area privata con deposito incontrollato di rifiuti speciali. Nessun intervento attuato di verifica della contaminazione presente;
• Lago ex-cava Sabbione : area privata con deposito incontrollato di rifiuti urbani . Nessun intervento attuato di verifica della contaminazione presente;
• Ex discarica Maratta 2 : area privata con interramento fanghi industriali.Nessun intervento attuato di verifica della contaminazione presente;
• Area ASM: area pubblica con discarica ante D.P.R. 915/82 di RSU e altri rifiuti .Eseguite da ARPA e Comune di Terni le indagini preliminari,che confermata la contaminazione delle acque e la conseguente iscrizione tra i siti contaminati accertati;
• Bacino artificiale Recentino: area pubblica con deposizione nel tempo, sul fondo del lago, di sedimenti contenenti sostanze inquinanti . ARPA Umbria ha provveduto ad effettuare una campagna di analisi dei sedimenti riscontrando un superamento dei limiti per i terreni ;
• Area ex-ADICA Nera al Montoro : area privata con ciclo di produzione di fitofarmaci oggi dismesso , con stoccaggio all’aperto di centinaia di tonnellate di prodotti e di rifiuti di lavorazione .Arpa ha riscontrato loro concentrazioni in falda fino a 20 volte il limite di legge .
Le principali sorgenti di contaminazione derivanti da tali attività sono costituite da rifiuti interrati (sorgenti primarie) e da terreno (sorgente secondaria) interessato da sversamenti di rifiuti allo stato liquido per prassi (mancata raccolta e trattamento di acque di lavaggio) o per rotture accidentali di parti di impianti.
Le principali sorgenti di contaminazioni associabili ad attività recenti o in essere sono costituite da perdite accidentali di sostanze allo stato liquido da serbatoi interrati, tubazioni, cisterne (soprattutto idrocarburi per riscaldamento ed autotrazione, contaminanti BTEX, IPA; HC<12; HC>12).
Il comparto che maggiormente ha contribuito alla contaminazione in essere è quello siderurgico che risulta oggetto di procedura di bonifica di livello nazionale.
Molti dei siti censiti sono costituiti da depositi di scorie di produzione dell’acciaio, trasportate e messe a dimora anche a distanza dal sito di produzione e spesso usate come stabilizzato o riempimento in lavori di costruzione.
Dopo la siderurgia va citato lo smaltimento di rifiuti urbani che, prima del 1984 , avveniva anche sotto forma di interramento in sostituzione di materiali escavati in prossimità del fiume Nera, e di rifiuti dei poli chimici di Papigno e Polymer scaricati in prossimità degli stabilimenti .
La ricaduta al suolo di inquinanti presenti nelle emissioni atmosferiche va considerata alla luce degli effetti misurati dalla rete di monitoraggio della qualità dell’aria, che ha registrato un crollo delle concentrazioni di Nichel e Cromo, nel particolato atmosferico, in occasione della completa sospensione delle attività del polo siderurgico durata circa 40gg (ottobre – novembre 2014).
Criticità in termini di esposizione a rischio sanitario della popolazione (di competenza dell’Ass.to Sanità)

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