Mercoledì 3 agosto 2016 in Conferenza Unificata, convocata presso il Ministero Affari Regionali, è arrivato un incomprensibile NO dalle Regioni all’intesa sull’utilizzo degli spazi finanziari per i Comuni con popolazione inferiore ai mille abitanti presentata dal Ministro Enrico Costa. Il Ministro ha portato un’intesa per individuare un accordo con le Regioni sull’utilizzo degli spazi finanziari per i Comuni con meno di mille abitanti, oggi, anche loro, soggetti al pareggio di bilancio, ma le Regioni non hanno dato il loro consenso. Per il Ministro e per noi piccoli comuni si tratta di una cosa estremamente importante in termini di sopravvivenza. Il Ministro ha espresso dispiacere per quanto accaduto: ”Sono amministrazioni che hanno anche dei buoni avanzi di amministrazione e non possono utilizzarli. Un respiro sostenuto da un accordo in Conferenza sarebbe stato fondamentale e salutare”, ha affermato il Ministro, “Le Regioni hanno chiesto un rinvio, ma sarebbe arrivato a settembre, mese per l’adempimento e il rispetto di queste norme. L’intesa sarebbe stata un modo per dimostrare la chiara volontà di dare seguito al dettato normativo. le Regioni hanno la possibilità di consolidare gli spazi finanziari, ma durante l’anno non l’hanno fatto, era quindi anche un modo per richiamarle e per prendere atto, da parte loro, che ci deve essere un principio di solidarietà tra enti locali che è fondante il nostro sistema istituzionale. Noi, ha aggiunto, il Ministro, volevamo garantire un equilibrio tra le risorse delle Regioni e la tutela dei piccoli comuni, ma non è stato possibile”.
L’Associazione nazionale Piccoli Comuni d’Italia esprime un sentito ringraziamento al Ministro per l’attenzione ed il costante interesse che dimostra nei confronti dei piccoli comuni e, nel contempo, il profondo rincrescimento per la posizione attendista delle regioni che dimostrano, invece, scarsa sensibilità nei confronti di una realtà in grande sofferenza. Le invita a sottoscrivere urgentemente, e senza esitazione, l’intesa proposta dal Ministro perché la maggior parte degli spazi che verranno concessi i piccoli comuni li destineranno per opere idrogeologiche e scuole. Settori vitali per il Paese.







