Quante petizioni e raccolte di firme sono state fatte a Todi negli ultimi tempi? Tante: contro la caserma dei carabinieri in centro storico, contro il depuratore a Cappuccini, contro la variante commerciale di Ponterio.
Centinaia se non addirittura migliaia di cittadini sono stati sollecitati a prendere posizione sottoscrivendo dei documenti con osservazioni e richieste precise.
A distanza di mesi, e in alcuni casi di anni, nulla si sa più di queste iniziative e dell’effetto che hanno sortito nelle sedi che contano.
Le istituzioni interessate, a partire dall’Amministrazione comunale, hanno per caso dato un segnale in merito? Non risulta. Va detto che non avevano alcun obbligo, perchè sono stati eletti per governare senza dover chiedere consultazioni di sorta, ma la richiesta di partecipazione dei cittadini dovrebbe essere sempre tenuta in debita considerazione mentre invece, purtroppo, non è così.
Insieme all’assenza di risposte stupisce anche la scomparsa dei promotori di quelle raccolte di firme. Che fine hanno fatto? Chiedere ed avere la firma di una persona è un atto di fiducia importante che richiederebbe un conseguente impegno a seguire la pratica, a sollecitare risposte, ad aggiornare la gente sull’esito dell’iniziativa. Invece, anche in questo caso, il nulla assoluto, con i raccoglitori di firme scomparsi dalla scena e assai vaghi se interrogati in merito.
Delle due l’una: o le raccolte di firme non servono a nulla, se non a dare un po’ di visibilità a chi proprio per questo motivo le propone, oppure le stesse diventano strumento di pressione e di scambio, soprattutto ogni volta che si riavvicina la campagna elettorale.
- Lettera firmata
- 7 Agosto 2016









