Molte chiese della zona pastorale di Norcia sono inagibili, in particolare nella città nessuna delle tre normalmente officiate può essere utilizzata e cioè la concattedrale di S. Maria, la basilica di S. Benedetto e la chiesa della Madonna Addolorata.
Il terremoto registrato alle 5.17 del 25 agosto ha fatto crollare il campanile della chiesa di S. Pellegrino, già seriamente compromesso dalle prime scosse del giorno precedente, e nella Concattedrale della città sono caduti i lampadari.
Caritas Italiana allestirà, in uno spazio di proprietà del Comune appena fuori le mura di Norcia, una tensostruttura che fungerà da centro pastorale (celebrazione delle Messe, incontri con i giovani, catechesi ecc…). Situazione critica anche per le chiese di Frascaro, Nottoria, Castelluccio e di altri piccoli centri.
Nella città di Norcia sono presenti due monasteri di clausura: qualche piccola crepa dalle Clarisse di Santa Pace ma nulla di preoccupante; seriamente danneggiato, invece, quello delle Benedettine di S. Antonio. Qui, una religiosa ha vissuto brutti momenti: la notte delle prime scosse l‘armadio della camera si è inclinato sul letto e fortunatamente le ha procurato solo una leggera contusione alla spalla destra.
Non va meglio nei Comuni di Preci, Cascia e Poggiodomo. Le tre chiese di Agriano, quella parrocchiale di Avendita e quella di Fogliano sono seriamente danneggiate; per precauzione è stata chiusa anche la parrocchiale di S. Maria della Visitazione a Cascia, dove sono caduti dei calcinacci e sono apparse delle crepe sui muri; chiuse al culto le chiese di Mucciafora e Roccatamburo nel comune di Poggiodomo, anch’esse seriamente lesionate; anche nella splendida abbazia di S. Eutizio in Val Castoriana, inagibile, si contano i danni, così come in molte chiese della vallata.
Non presentano problemi i due Santuari di Santa Rita, quello di Cascia e quello di Roccaporena.
Con un comunicato l’Arcidiocesi rende noto “La Chiesa di Spoleto-Norcia – Arcivescovo, preti, religiosi e religiose, fedeli laici – continuerà a pregare e a condividere con la gente questo momento terribile, esortando tutti al coraggio e a non arrendersi, invitando i fedeli a fare proprie le parole del salmista: “Proteggimi o Dio in te mi rifugio…Sei tu il mio Signore, senza di te non ho alcun bene…mi indicherai il sentiero della vita…”.
Le popolazioni di Norcia e del territorio circostante, mentre si stringono al dolore per la morte delle persone nei paesi confinanti del Lazio e delle Marche, alla scuola del più illustre dei suoi figli S. Benedetto, sono pronte a rimboccarsi ancora una volta le maniche e con tenacia si metteranno all’opera per guardare al domani con speranza.”












