I sottoscritti consiglieri regionali del Gruppo Movimento 5 Stelle
PREMESSO CHE

in seguito al sisma dello scorso 24 agosto, risultano essere tuttora almeno 500 gli sfollati nel Comune di Norcia, oltre a varie altre centinaia in autosistemazione o presso alberghi, agriturismi, etc.;

dopo il sisma del 1997, furono costruite in Umbria – tra Nocera, Foligno e Sellano – quasi 800 casette di legno, la maggior parte delle quali sono attualmente disabitate, pur gravando sulle casse pubbliche per la necessaria manutenzione (il solo Comune di Foligno spende almeno 120.000 €/anno);

la Presidente Marini, durante il Question Time del 27.09.2016, ha dichiarato che parte di queste abitazioni sono occupate da profughi. In un recente articolo apparso sul Corriere della Sera (http://www.corriere.it/video-articoli/2016/09/27/umbria-ricostruzione-terremoto-rischio-sprechi-infiltrazioni-mafiose/66921daa-84d2-11e6-b7a9-74dcfa8f2989.shtml), è riportato che, ad esempio, a Capodacqua di Foligno, 7 moduli su 52 sarebbero occupati da profughi;

nel 2014/2015 CONSIP, per conto del Governo-Dipartimento di Protezione Civile, aveva indetto un bando in via preventiva per la costruzione di nuovi moduli abitativi in legno. Tale bando è stato vinto da CNS di Bologna e, secondo Il Corriere della Sera, “proprio quell’anno fu richiamato negli atti dell’inchiesta su «Mafia Capitale» per degli appalti relativi alla gestione di pulizie e rifiuti”;

il predetto articolo di stampa ricorda come all’epoca il direttore di CNS fosse “Giuseppe Cinquanta, coinvolto in un’inchiesta sul clan dei Casalesi per concorso esterno in associazione mafiosa”;

CONSIDERATO CHE

le prime 90 casette destinate agli sfollati di Norcia sono già state ordinate e verranno “realizzate da COSP Tecno Service, associata al CNS”;

COSP è stata in società nella Viterbo Ambiente con GESENU, che nel 2015 fu gravata da interdittiva antimafia;

come si evince dalla visura camerale, COSP non ha alcuna esperienza in merito alla costruzione di edifici, tanto che i codici camerali ATECORI non includono la relativa attività;

Danilo Valenti, capo della COSP, ha finanziato a titolo personale la campagna elettorale delle regionali 2015 di Catiuscia Marini;

lo stesso Valenti ricopre la vicepresidenza nazionale di Legacoop Servizi, organizzazione datoriale di cui Catiuscia Marini resta in Umbria dirigente in aspettativa;

che la presidente di Regione ha definito ieri ‘politicamente orribili’ i rilievi sollevati al riguardo dal Movimento 5 Stelle, senza rispondere nel merito dell’inesistenza di un pregresso specifico per l’azienda citata, nonché dei contributi elettorali legittimamente ricevuti, dichiarando inoltre impossibile lo spostamento immediato delle casette, quando invece sarebbe stato fattibile ed economico, senza doppie e triple spese e senza alimentare un giro di denaro che sarebbe stato viceversa necessario destinare direttamente in favore dei terremotati, costretti invece a sopravvivere appena per via di contributi pubblici mensili dai 300 ai 600 euro circa a famiglia. Come fanno coloro che hanno perso tutto?

TUTTO CIO’ PREMESSO, INTERROGA LA GIUNTA PER SAPERE

anche per il tramite della Protezione Civile e dello stesso Consorzio risultato vincitore del bando, perché sia stata scelta COSP Tecno Service per la realizzazione delle prime 90 casette, dato che tale azienda –già impegnata su forniture pubbliche milionarie nel settore dell’ecologia- non avrebbe alcuna competenza in merito.

Informi inoltre se risponda al vero che la presidente Marini conosca Danilo Valenti, capo della COSP medesima, persona da cui ha ricevuto un contributo elettorale nel corso delle regionali 2015, comunicando infine se, per evidenti motivi di opportunità, costei non ritenga di dimettersi da Legacoop o, più convenientemente, dalla Regione stessa, vista la valanga di esternalizzazioni e appalti pubblici che, con procedure apparentemente regolari, da tempo, finiscono e/o, con numerose proroghe, restano per anni in mano alle solite cooperative e/o agli stessi finanziatori del suo sistema politico, danneggiando pesantemente la libertà d’impresa e l’economia in Umbria, pure a detrimento della qualità dei servizi resi ai cittadini e dell’economicità/efficienza della Pubblica Amministrazione

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