Ci opponiamo fermamente alla scelta dell’amministrazione comunale di Deruta di intitolare una piazza ad Almirante. Almirante è stato un fascista. Ha aderito al Manifesto della Razza, collaborò alla rivista “La difesa della razza” sostenendo le politiche razziste e antisemite del regime a seguito delle quali migliaia di italiani ebrei e non, furono deportati e perirono nei campi di sterminio. Ha avuto un ruolo attivo nella Repubblica Sociale Italiana alleata-serva dei nazisti: capo manipolo e poi tenente di brigata nera firmò nel 1944 un bando che decretava la fucilazione dei partigiani. Oltre ai rapporti con Juno Borghese e al tentato golpe, Almirante negli anni della strategia della tensione ha protetto uno degli autori della strage di Peteano e ha goduto di un’amnistia ad personam in quanto ultrasettantenne. Non è insomma tollerabile che un luogo pubblico porti il nome di chi si è distinto per essere un fascista senza mai mostrare alcun segno di superamento dell’ideologia fascista (nel 1986 scrisse alla deputata Muscardini: … “il mio ultimo respiro sarà fascista”). Per questo ci appelliamo alle Istituzioni democratiche ed antifasciste dell’Umbria affinché intervengano in tutte le sedi competenti per evitare questo scempio alla memoria. Noi lo faremo. Viva la Costituzione, viva i partigiani.
- Enrico Flamini, segretario regionale di Rifondazione comunista dell'Umbria
- 19 Ottobre 2016








