Il Consiglio regionale dell’Umbria ha approvato a maggioranza un disegno di legge della Giunta che modifica il testo unico sul commercio, un provvedimento che sostanzialmente aumenta il limite massimo per la costruzione su grandi superfici. Partito democratico e destre hanno votato insieme. Questo è il modello di sviluppo prospettato dai nostri amministratori regionali: ancora cemento e centri commerciali. Mentre i centri storici delle nostre città si svuotano, i negozi chiudono e il carico di traffico è al collasso, PD e destre “regalano” agli umbri l’ennesimo provvedimento per costruttori e multinazionali. E non si dica che così almeno ci sarà più lavoro, perché non è vero. L’Umbria è colpita da disoccupazione e nuove povertà e la natura reale del lavoro offerto non potrà che avere caratteristiche precarie, temporanee e stagionali. Del resto se si moltiplicano gli spazi commerciali non si moltiplicano anche i consumi. All’Umbria, al cuore verde d’Italia, servirebbe invece un piano regionale contro il dissesto idrogeologico, un investimento pubblico fondato su piccole opere di recupero dell’esistente e di ristrutturazione delle proprietà pubbliche. Non si esce dalla crisi con più cemento e centri commerciali.
- Enrico Flamini - Rifondazione Comunista
- 26 Ottobre 2016









