Duro attacco all'Amministrazione Rossini per la gestione post-terremoto e sulle cause che hanno portato alla chiusura del Tempio di San Fortunato
Todi centro e san fortunato

La chiusura del tempio di San Fortunato, a seguito dei controlli post-terremoto, porta con se anche una presa di posizione politica, mossa da Forza Italia all’Amministrazione comunale di Todi, accusata di essere “nel panico e di non sapere quali pesci prendere, prima sospendendo le lezioni delle scuole, poi riaprendo i plessi scolastici e poi subendo in silenzio un clamoroso provvedimento della Regione, che certifica la assenza di piani di evacuazione per gli uffici e le scuole pubbliche”.

“La cosa che non può essere sottaciuta – scrive Forza Italia – è che, su San Fortunato il discorso è ben più grave e la mancanza di progetti e lavori sulla sua struttura sono diretta conseguenza della apatia e della inconsistenza della Giunta Rossini. La chiesa del nostra Santo Patrono non è una chiesa qualunque. E’ una delle pochissime chiese di proprietà di un Comune. Il Governo Berlusconi aveva premiato la Giunta Ruggiano e la città di Todi, che grazie ad un progetto vincente era riuscita ad ammettere San Fortunato tra quelle priorità italiane che avrebbero dovuto ricevere finanziamenti per il loro consolidamento. Un programma triennale che è stato accolto e finanziato nel primo step. E così è arrivata la prima tranche, pari ad € 750.000″.

Forza Italia accusa l’Amministrazione cittadina di non aver seguito adeguamente la vicenda. “I lavori sono stati fatti lentamente e con scarsa attenzione, ma la cosa più grave è che, a quel progetto triennale, non si è dato alcun seguito. Se avessimo avuto un Comune serio, avremmo potuto godere dell’intero finanziamento, ma con l’arrivo della Giunta Rossini si è persa ogni capacità propulsiva. Sicché, nessun nuovo progetto e nessuna nuova domanda. Tutto si è fermato a quanto era riuscito a prendere il Sindaco Ruggiano”.

In quanto accaduto nelle ore successive alla scossa sismica, Forza Italia vede una conferma alle proprie considerazioni. “Ora – si legge in un comunicato – abbiamo la tragica conferma che quei fondi sarebbero stati assolutamente necessari e ci troviamo a dover cercare di conservare un patrimonio che rimane unico ed incalcolabile. La vicenda è lo specchio di cinque anni di amministrazione. Cinque anni in cui si sono fatti passare per opere pubbliche le sostituzioni di lampadine o la copertura di qualche buca nelle strade. Todi non merita questo. Todi è una capitale della cultura, con una storia ed un passato da conservare, ma con un futuro tutto da scrivere. Cinque anni di stasi hanno creato dei danni clamorosi e la responsabilità ha un nome e cognome: Carlo Rossini e la sua maggioranza. Ora la parola d’ordine è una sola: ripartire. L’anno prossimo ricomincerà il cammino di rinascita di Todi”.

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