Gli studenti dell’Ipsia hanno espresso la propria contrarietà al pagamento obbligatorio del “contributo volontario”, rispecchiando la battaglia che in ogni scuola d’Italia vede in prima linea il Blocco Studentesco. Questa mattina abbiamo deciso in comune accordo con tutti gli studenti di lanciare un chiaro messaggio contro il pagamento obbligatorio del contributo ‘volontario’, scioperando davanti il nostro istituto.
Il contributo volontario, in seguito ai tagli alla scuola operati negli ultimi anni da governi non eletti è diventato praticamente una tassa obbligatoria, andando a gravare sulle già provate famiglie italiane. Pertanto, uno Stato che si rispetti non dovrebbe permettere che i dirigenti impongano questa ulteriore tassa, ma piuttosto dovrebbe aumentare i finanziamenti alle scuole pubbliche, tagliando invece quelli alle private.
A Todi il contributo volontario è stato rinominato ‘spesa di rimborso’, quasi come a voler celare la vera e propria tassa, a detta del Miur illegale. All’Ipsia durante una riunione delle classi quarte e quinte, abbiamo chiesto al dirigente scolastico di dividere il contributo in 2 rate.
L’importo, pari a circa 75 euro, comprende 10 euro di assicurazione che riteniamo giusti pagare, perciò abbiamo richiesto la suddivisione dei rimanenti 65 € in 2 bollettini, permettendoci così di alleggerire almeno la problematica.
Abbiamo però trovato un muro da parte della dirigenza del Ciuffelli riguardo questa nostra proposta e ci è stato anzi risposto che 75 euro sono pochi e la ‘spesa di rimborso’ andrebbe aumentata ulteriormente.
Vista l’indisponibilità della dirigenza nel confrontarsi e nel trovare una soluzione abbiamo deciso di schierarci prontamente dalla parte degli studenti. Porteremo avanti questa battaglia, estendendola a livello regionale, fin quando non riceveremo risposte concrete dalla dirigenza.

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