E’ con un misto di incredulità e indignazione che apprendiamo che per il presidente della Commissione rifiuti, che ha fatto una visita nei giorni scorsi in loco, avrebbe affermato che la centrale termoelettica di Pietrafitta “e’ storia comune  al post industriale di altre parti d’Italia…”. Chi invece vive quel territorio quotidianamente ha una percezione ed una cognizione completamente diversa. In primavera si è costituito un comitato che come prima iniziativa ha chiesto di verificare lo stato di salute del territorio. I cittadini infatti percepiscono una sorta di ‘pericolo’ latente ed i casi di tumore sembrano essere in aumento, sia nell’area della Valnestore che nelle zone circostanti. A questa, che è la conseguenza più grave, si aggiunge, anche come causa scatenante, quella dell’inquinamento della zona dovuto ai rifiuti. Ci sono infatti discariche per l’interramento sconsiderato di ceneri di varia origine e se non bastasse si può riscontrare anche una commistione pericolosa con altri rifiuti, forse anche tossici. In seguito ad un esposto la magistratura ha disposto il sequestro di 225 ettari di terreno per accertamenti. Questo a testimonianza di una situazione, grave quasi quanto la Terra dei Fuochi. Quanto accade a Pietrafitta non può essere derubricato a ‘normale’ con così tanta leggerezza. Invitiamo quindi la Commissione rifiuti ad effettuare uno studio ed un monitoraggio dell’area decisamente più attento, di non pensare di poter prendere in giro come se nulla fosse i cittadini umbri e di tornare presto in Umbria. Oppure di sciogliersi per manifesta inutilità. Noi amiamo la nostra terra, proviamo a difenderla in tutti i modi e per questo non accettiamo la superficialità e la faciloneria nel gestire una situazione che coinvolge la vita di migliaia di persone. Per questo nei prossimi giorni andremo di nuovo a verificare personalmente la situazione.”

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