Intervento del Sindaco di Marsciano sulle iniziative che intendono riaprire la questione ambientale nel territorio marscianese
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Bene ha fatto il Sottosegretario ai Beni Culturali, Ilaria Borletti Buitoni, che ringrazio per la puntualità, a replicare all’iniziativa che intende, di fatto, riaprire la questione del vincolo paesaggistico su larghissima parte del comune di Marsciano. Iniziativa che viene portata avanti dal solito gruppo di cittadini e sedicenti associazioni/comitati (si potrà mai conoscere quanti sono i loro effettivi aderenti?) che, privi di rappresentatività sociale e di reali legami col territorio, continuano a tentare di imporre un provvedimento abnorme e punitivo, per dimensioni e prescrizioni. Il tutto ancora una volta, e qui si sfiora davvero la maniacalità persecutoria, in un territorio ancora alle prese con la ricostruzione post sisma 2009 e che la stessa Sovrintendenza ha giudicato come “equilibrato e ben conservato”.

Nei mesi in cui di fatto il vincolo vigeva abbiamo sperimentato i ritardi e gli appesantimenti burocratici per ogni singolo piccolo progetto presentato nell’area soggetta a tali regole (compresi appunto quelli di ricostruzione post sisma e quelli di imprese agricole sottoposte a norme puramente discriminatorie). E abbiamo perso 8 mesi per il Piano Integrato di Recupero di Spina nel tentativo di adeguarlo a prescrizioni che chiunque, minimamente pratico dell’argomento, definiva inconcepibili.

Ricordiamo inoltre che:

1) Il nostro PRG è stato approvato nel 2015 accogliendo tutte le prescrizioni e osservazioni della Sovrintendenza, la quale, pochi mesi dopo, smentiva sé stessa imponendo appunto tale vincolo;

2) Contro quella previsione vi è stato un pronunciamento del Consiglio comunale di Marsciano e, verso la fine del 2015, 1.600 cittadini delle aree più coinvolte hanno in pochissimi giorni firmato una petizione contro quel provvedimento, promossa da associazioni e comitati locali realmente presenti e legati al territorio.

3) Abbiamo sempre dichiarato il nostro pieno accordo a valutare il tema del paesaggio e della sua tutela, all’interno di un percorso collaborativo tra istituzioni locali, regionali e nazionali (Piano Paesaggistico regionale), evitando atti d’imperio sopra la testa delle comunità locali e di quella fittissima trama di imprese (agricole, artigiane, commerciali, turistico-ricettive), professionisti, associazioni (ricreative, culturali, sportive, di volontariato), cittadini che, vivendoci e lavorandoci, hanno mantenuto quelle zone vive e ben trattate, prevenendone lo spopolamento e l’impoverimento.

Noi quindi siamo per andare avanti così come indicato dal sottosegretario Borletti Buitoni nella consapevolezza del valore immenso del nostro territorio e in quella di voler essere coinvolti e protagonisti della sua tutela dinamica, non ingessata da interessi privati di chi prima ha costruito, acquistato, ampliato e ora vorrebbe imporre la propria legge. Le logiche da “Marchese del Grillo” non funzionano e non ci piacciono. Siamo disponibili ad ogni confronto e ho più volte invitato i promotori di questa iniziativa a confrontarsi pubblicamente con le comunità e con i paesi coinvolti. Vedo invece, ancora una volta, che si preferiscono le confortevoli e comode residenze, o qualche salotto, per riproporre le proprie versioni caricaturali tipo “o il vincolo o la cementificazione”.

Le cose non stanno così e chiunque conosca il nostro territorio e si avvicini al tema con l’occhio sgombro da pregiudizi (e secondi fini) può verificarlo.

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