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Caccia ai ladri nelle campagne tuderti. Tutto sembrerebbe scaturito da un controllo dei carabinieri lungo la E45 tra la galleria di Collevalenza e lo svincolo di San Damiano.

A bordo di un’auto quattro uomini di nazionalità albanese che, dopo aver tentato di eludere i controlli (probabilmente presso la stazione di servizio “Le Gallerie”, si sono dati alla fuga nei campi in prossimità di Collevalenza – Chioano.
All’interno della vettura sono state trovate mazze ed altri arnesi da scasso, fornendo la prova agli uomini dell’Arma che si tratta di una banda di rapinatori.
Secondo la testimonianza di una donna residente tra Collevalenza e Chioano, i ladri sarebbero giunti fino nei pressi della sua abitazione per poi dileguarsi nella campagna, inseguiti dai Carabinieri.

Un uomo è stato già arrestato mentre altri tre o quattro sono braccati dai carabinieri che li avrebbero individuati ed accerchiati. Le operazioni sarebbero rese difficili dal buio e dalla pioggia.
L’auto sarebbe già stata recuperata e portata in caserma per le ulteriori indagini e verifiche del caso.
La notizia, segnalata in redazione da alcuni cittadini residenti nella zona, è in corso di ulteriore approfondimento.

A dare maggiori dettagli c’è stata poi una conferenza stampa del maggiore Carlo Sfacteria, comandante del reparto operativo di Perugia, insieme al comandante della compagnia di Todi, capitano Luigi Salvati, e il luogotenente Bartolomeo Aleo.
Quella intercettata ieri intorno alle 18 in un’area di servizio lungo la E45 sarebbe una vera e propria banda di ladri specializzata in furti in case, negozi, bancomat che si sposta in modo rapido su e giù per l’Italia, tant’è che l’Audi A5 S5 intercettata è risultata rubata a Milano lo scorso anno, ma aveva targhe di un’altra vettura rubate in provincia Mantova
Anche l’attrezzatura ritrovata a bordo dell’auto era idonea a grossi colpi ladreschi: frese, tronchesi di grosse dimensioni, leve metalliche
Il 29enne albanese arrestato aveva a suo carico provvedimenti restrittivi: uno di ripristino in carcere dopo fuga dai domiciliari a Fiorenzuola d’Arda, nel Piacentino, e una pena definitiva di due anni e un mese per ricettazione, oltraggio, furto aggravato in concorso

 

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