La crisi che attraversa il PD ne sono certo non riguarda solo il Partito Democratico ma l’Italia.
Le ragioni a supporto di questa tesi sono molteplici e da ricercare nella crisi strutturale, finanziaria , morale che attraversa il nostro paese ormai da anni, crisi che investe il paese nelle sue maggiori e importanti istituzioni i partiti, governo centrale e governi locali che non riescono a fare fronte e a dare soluzioni alla crisi in primo luogo finanziaria che grava il nostro paese.
La crescita che non c’è la disoccupazione crescente, Il debito Italiano che senza fare numeri sappiamo è il più importante in Europa e tra i primi a livello mondiale.

La crisi morale che vede la corruzione a tutti livelli e la giustizia che non riesce per ragioni complesse di burocrazia leggi e leggine innumerevoli ha punire a fermare questi fenomeni di malcostume disonestà ,veri reati, connessi alla prassi politica amministrativa hanno fatto sì che la fiducia dei cittadini si sia sempre più allontanata dalla partecipazione attiva al voto e a spostare quando si va al voto la scelta ai movimenti di protesta Cinque Stelle Lega etc.

Il Partito Democratico attualmente per la sua storia le sue radici è l’unica organizzazione che può definirsi Partito. Non voglio fare polemiche probabilmente possiamo trovare del buono in ogni organizzazione politica inclusi i 5 Stelle che hanno interpretato negli ultimi anni la protesta e la stanchezza di un popolo verso ideali e aspettative tradite, ma il limite di questi movimenti è proprio nella loro non organizzazione politica nella mancanza di preparazione alla gestione amministrativa, vediamo tutti la crisi del comune di Roma, l’ingenuità e la mancanza di ruolo in un compito difficilissimo . I Cinque Stelle è il non partito di Grillo. Forza Italia è stato ed è il partito di Silvio Berlusconi, ottimo imprenditore ma non un buon politico.

Altro aspetto sono le soluzioni improponibili che questi movimenti danno per contrastare la crisi come l’uscita dall’euro, il reddito di cittadinanza (facile a dirsi difficile a farsi), la secessione, la non accoglienza dei migranti , proposte che vediamo a volte in linea con i populismi peggiori europei.

L’Europa con il suo difficile cammino e i suoi difetti è sicuramente la conquista più importante dei nostri anni , non crederci o pensare di tornare indietro e’ semplicemente folle a livello economico, a livello ideale è antistorico.
Il Partito Democratico pertanto credo sia la forza politica più vicina per il suo passato, i suoi ideali e per la base elettorale importante che possa assumere un ruolo di guida verso un governo per una politica “seria” di impegni verso l’Europa verso il Paese iniziando da una spending review mai iniziata, che ci consenta una volta attuata nuovi investimenti produttivi, ed una politica fiscale rivista e meno gravosa.

Il l PD può essere il portatore di valori democratici e di solidarietà verso i più deboli “solidarietà “realistica e realizzabile.
Dobbiamo esprimere e ritrovare in Europa una autorevolezza perduta, lavorare per una credibilità del Paese. Purtroppo Renzi tutto ciò non lo ha fatto , la politica degli slogan non è servita, la voce alta , la spaccatura del Paese con il referendum, gravissimo ed inutile errore politico. L’arroganza, la mancanza di ascolto non sono metodi per una buona politica Italiana e tantomeno per quella Europea.

Il consiglio che mi sento di dare al Partito Democratico ed al Paese per i motivi sopra illustrati , è di riflettere profondamente e con sincerità (se ancora ha un senso questo termine ) su questi problemi, sulle priorità vere , sugli ideali, sui compiti da fare subito, sulla missione da svolgere in Italia ed in Europa dando valore a questa Europa, trovando quindi una nuova leadership (oggi più che mai serve un nuovo leader) in grado di ridare fiducia e dignità al Paese, una leader che riesca ad aggregare e non a dividere. Nel panorama del recente passato ho visto, e vedo ancora se ho una buona vista ,una persona che possa rappresentare tutto questo è Enrico Letta che credo ,se avesse ancora voglia potrebbe portare il PD in questo nuovo orizzonte ideale.
Enrico Letta, oggi quasi dimenticato , è stata ed è credo la figura politica che possa meglio interpretare un ruolo autorevole, istituzionale , capace, credibile, riconosciuto in Europa per un Italia di valori progressisti e democratici .
Proprio sugli ideali dell’Ulivo che in questi giorni sono stati ricordati raccomando al PD di coalizzarsi , tra le varie correnti e puntare in alto prima che sia troppo tardi, per il Paese .

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