Segnalazione e commento di Elio Andreucci sul problema che interessa il Quartiere Cappuccini e tutti gli altri che si affacciano sulla Valle del Naia
Centralina_Arpa_Quartiere_Europa

La centralina collocata dall’Arpa Umbria nel quartiere Cappuccini di Todi aveva suscitato polemiche e dubbi quasi che la gente ritenesse che nella città di Jacopone fosse del tutto illusorio pensare di poter scuotere quei poteri forti che in silenzio condizionano la vita della città.
Ora la centralina, dopo sei mesi, non c’è più nella zona di iniziale istallazione e questo suscita nuove polemiche di cui si è fatto portavoce Elio Andreucci, che della questione è attento conoscitore e così scrive

“E’ finito tutto in fumo
La centralina al Quartiere Europa non c’è più, nel silenzio dell’Amministrazione comunale che aveva promesso di allungare i tempi.
Scaduti i sei mesi programmati per il controllo dell’aria, si torna allo stato di allerta, non essendoci più chi praticamente può verificare la presenza di sostanze inquinanti e nocive alla salute.
Ora aspettiamo di conoscere l’esito delle misurazioni, che già possiamo immaginare, ma soprattutto i motivi che hanno indotto l’Arpa a interrompere i rilievi, dopo un periodo troppo breve per avere un quadro complessivo ed attendibile della situazione, quando sarebbe stato necessario un monitoraggio dell’aria costante e continuo.
Questa anomala operazione, sembra configurarsi come un atto di facciata, eseguita essenzialmente per rispondere alle tante sollecitazioni che nel corso degli anni si sono susseguite da parte dei cittadini, allarmati dalla presenza dei fumi maleodoranti che si diffondono in tutta la zona.
Anche perché, come è stato detto fin da subito, il posizionamento della centralina era decisamente assurdo, lontano centinaia di metri dalla sorgente dei fumi, tanto da rendere inattendibili i risultati, mentre sarebbe stato più banalmente logico scegliere un posto più vicino e anche diversificato strategicamente, stando alla conformazione morfologica del territorio ed alla variabilità stagionale dei fenomeni atmosferici.
Quello che sconcerta poi è che non avendo altri riscontri scientifici, prelievi da punti diversi, in periodi diversi, da mettere a confronto, la popolazione deve accettare e condividere i dati registrati dall’unica centralina, posta nel punto meno indicato e per un così breve tempo, la cui lettura ed interpretazione è riservata ai tecnici.
E’ paradossale comunque che un problema annoso e così importante come quello dei fumi maleodoranti , possa essere risolto in questo modo, i credibilmente approssimativo, ma oramai i giochi sono fatti, sarà difficile e forse impossibile che si possa ripetere un altro periodo di controllo, non resta quindi che intraprendere un’iniziativa privata e confrontare poi i risultati.
Alla luce dei fatti non rimane altro da fare che affidarsi innanzitutto alla coscienza e responsabilità di chi di dovere, perché capisca che la salute della popolazione viene prima di tutto, poi sperare che l’assenza minacciosa del presunto controllo, non induca a perseverare nell’emissione dei fumi, costringendo la popolazione a vivere nell’incubo delle albe maleodoranti che stiamo vivendo da anni.”

La lettera si conclude con un appello per conoscere l’incidenza delle malattie nella zona di Cappuccini, cosa che potrebbe farsi solo estrapolando i dati da quelli relativi al Comune tutto, rilevati dai registri USL.
Intanto i “camini” della struttura presumibilmente inquinante se ne stanno ben lontani e protetti da occhi indiscreti come se nascondessero chissà che.

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