Un piccolo cimitero, uno di quelli che raramente ancora si trovavano, è scomparso. Non del tutto, non fisicamente, ma nella sua essenza, che per un cimitero è ancora peggio, essendo un luogo in cui ci si raccoglie in nome dello spirito.

Il cimitero delle frazioni di Asproli e Porchiano, era uno di questi posti, quasi un piccolo giardino, dove riposavano persone a noi care. Era stato costruito dai nostri nonni e bisnonni, molti dei quali ora abitano proprio lì dentro. Loro lo avevano voluto bello e raccolto, loro avevano piantato quegli alberi che lo abbellivano e rasserenavano la vista di quelle tombe, che comunque, per le loro dimensioni, non erano mai arrivate a sembrare tali, come purtroppo nelle città è successo da tempo.
Il cimitero di Asproli, così come era sempre stato fatto, non dico facesse venir voglia di entrare, ma rendeva quell’ingresso una cosa sopportabile e permetteva di raccogliersi e di salutare serenamente le persone cui vogliamo bene. Degli alberi, e delle tombe che non ricordavano solo di essere tali, rendevano quel cimitero un posto raro. Nel tempo però invece di conservare quello che era stato fatto così bene, lo abbiamo smantellato, e da un piccolo cimitero, luogo di memorie, abbiamo ricavato un fortino, un luogo dove ora, entrare, significa solo entrare in un posto dove ci sono persone morte.
Nel corso degli anni, molti dei nostri piccoli cimiteri sono stati snaturati, e quegli alberi che li abbellivano, e che ancora oggi si possono trovare, per fortuna, nei cimiteri monumentali anche nelle città, sono stati tagliati lasciando solo un raggruppamento di tombe cinte da un muraglione, tombe che tra l’altro sono state, nella maggioranza dei casi, sempre più intensificate e alzate, lì dentro, dove il posto non c’era più, facendone un “tombificio”.
Il cimitero di Asproli e Porchiano aveva resistito, ma pochi giorni fa è finito anche lui. E con lui la memoria e i ricordi di quello che era. La sua funzione di luogo di raccoglimento non c’è più, come tutti gli altri cimiteri ha ora la sola funzione di raccogliere corpi.
Si sarebbero potute trovare altre soluzioni, pensare magari ad ampliare il cimitero lateralmente, preservando la parte vecchia, e salvando gli alberi, per i quali comunque non c’è stato alcun occhio di riguardo. Infatti, invece di fare il possibile per non tagliarli, sono stati abbattuti anche quelli che erano distanti dai nuovi vespai. Chi aveva la responsabilità di far capire quanto erano importanti quegli alberi e quanto era importante mantenere il cimitero di Asproli e Porchiano il più possibile simile a quello che era, ha mancato di questo suo dovere, ed ha solo fatto la cosa più veloce e semplice, quella per cui non si deve pensare, ha smantellato, e come molto spesso oggi accade, non si è preoccupato di preservare quello che è la nostra storia, quello che le persone a noi care avevano costruito, con molto più senso estetico e ragionevolezza di quanto purtroppo abbiamo noi oggi. Le persone a cui vogliamo bene riposano ormai in un posto che a loro non appartiene.
Così facendo, abbiamo perso tutti qualcosa.

condividi su: