L’AFAI, Attività Fisica Adattata Integrata è un progetto terapeutico rivolto alle donne operate al seno per neoplasia mammaria. Ideato dall’Associazione Umbra per la lotta Contro il Cancro onlus in collaborazione con il Distretto Sanitario della Media Valle del Tevere dell’USL Umbria 1, il progetto mira a ripristinare le funzionalità fisiche e psichiche compromesse dalla malattia. Il progetto si prefigge, sulla base di un adeguato protocollo di valutazione delle pazienti e di una cooperazione attiva tra ASL e AUCC, di favorire un processo di promozione della salute nei sui aspetti complessivi (fisici-psicologici-comportamentali-sociali) attraverso un’attività fisica strutturata, un adeguato supporto psico-sociale e una supervisione nell’ambito nutrizionale migliorando nel complesso la qualità di vita delle donne.
Uno staff multidisciplinare, coordinato da Chiara Sconocchia, medico fisiatra del distretto sanitario della Media Valle del Tevere, spiega alle pazienti il percorso di cure da seguire. In questo modo si dà la possibilità alla persona di identificare con adeguatezza e tempestività le modalità di intervento necessarie per fronteggiare la malattia.
Per l’AUCC onlus operano Valentina Caly e Alessandra Gubbiotti, rispettivamente psiconcologa e fisioterapista. Per il Distretto Sanitario operano Patrizia Maggi Boncini, coordinatrice dei fisioterapisti di Marsciano e Meri Subicini, fisioterapista di Todi entrambe con il ruolo di favorire l’integrazione tra USL e AUCC.
“L’AFAI è una forma di riabilitazione oncologica – spiega la dottoressa Valentina Caly – che ha lo scopo di ottimizzare la qualità della vita del malato aiutando il paziente e la sua famiglia ad adattarsi ai nuovi standard di vita e a renderli quanto più simili a quelli precedenti la malattia, con l’obiettivo di limitare al minimo la disabilità fisica, il deficit funzionale, cognitivo e psicologico, che spesso si manifesta a seguito del tumore o delle terapie ad esso correlate”.
La disciplina psiconcologica inserita nel progetto AFAI è incentrata sull’efficacia del gruppo come strumento di cura. Molti pazienti trovano infatti la forza nell’essere insieme. Imparano che il disagio, le paure e il senso di rifiuto sono sentimenti comuni a tutte le persone che sono state colpite dal cancro. Condividere le emozioni con il resto del gruppo aiuta a comprendere che certe reazioni alla malattia non sono l’eccezione ma la normale risposta ad una situazione anomala.
Il progetto si svolge nella casa di cura di Marsciano il lunedì dalle 8.15 alle 9.30 e nella casa di cura di Todi il giovedì dalle ore 11 alle 12.30.











