La crisi occupazionale rappresenta uno dei maggiori problemi che, da troppi anni a questa parte, l’Italia tutta deve affrontare perché, purtroppo, nessuna grande città ma anche nessun piccolo paese ne risulta immune. Da tempo, ormai, anche a Marsciano il livello occupazionale è calato notevolmente.
Le ragioni sono tante, ma certamente la politica nazionale con le sue decisioni, ratificate nella maggior parte dei casi da un Parlamento che non legifera quasi più, ha contribuito in maniera notevole a creare questa angosciante situazione. In Umbria, la cittadina di Marsciano, era una dei fiori all’occhiello per la realtà lavorativa mentre in questi ultimi anni le crisi aziendali si contano troppo spesso.
Era l’ottobre del 2014, quando la FBM licenziò 25 lavoratori, vicenda che ancora oggi lascia strascichi pesanti e delle perplessità che definirle tali è un eufemismo ed è di pochi giorni fa la notizia di una nuova crisi alla fornace di Dunarobba.
Nel frattempo, anche piccole e medie realtà lavorative in forma cooperativa sono state aggredite dalle difficoltà quotidiane ed hanno dovuto ricorrere al licenziamento: la POLPLASTIC ha lasciato a casa altri 24 lavoratori anche se l’accordo, tra le parti sociali, ne prevedeva il riassorbimento.
Ed è di questi giorni l’evidenza di un nuovo momento difficile, attraversato da un’altra azienda storica di Marsciano, la CLAM, insieme alla collegata PRESYSTEM, con il licenziamento di 77 altri lavoratori, che ha inferto un altro colpo mortale all’occupazione della nostra cittadina.
E pensare che, solo tre anni fa (febbraio 2014), monsignor Gualtiero Bassetti aveva fatto visita all’azienda. La stampa all’epoca riferiva che la CLAM era una realtà industriale in “salute” in tempi difficili e che nel 2013 aveva compiuto 40 anni di attività. Ad accogliere in azienda il nuovo cardinale ed arcivescovo della diocesi di Perugia e Città della Pieve c’erano altri rappresentanti delle realtà industriali operanti nel nostro territorio.
Il presidente dell’azienda, in quella stessa occasione, ricordava la “filosofia” che aveva accompagnato la “CLAM nei 40 anni di attività: attenzione allo sviluppo e all’innovazione, presenza sul territorio per sostenere iniziative locali, legame con la scuola e l’università per scoprire e valorizzare i talenti dei giovani, attenzione all’ambiente, tutela dell’impiego e protezione dei lavoratori”.
Monsignor Bassetti aveva anche sottolineato come le “condotte virtuose della CLAM possano essere di stimolo per altre imprese, soprattutto per ciò che attiene all’attenzione al territorio, al rispetto dell’ambiente, alla ricerca dell’innovazione e dello sviluppo. In questo momento non serve lamentarsi ma trovare le giuste vie per una buona salute aziendale”. http://vp.diocesi.perugia.it/?p=58
La CLAM, poi, aveva anche tentato di scongiurare l’attuale crisi quando, solo due anni fa (maggio 2015), in azienda si registrava la presenza dell’attuale Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ex presidente nazionale della LEGACOOP (dal 2002 al 2014) e dell’Alleanza delle Cooperative Italiane (febbraio 2013). Lui stesso, infatti, era stato partecipe alla giornata di presentazione delle novità lavorative e societarie, il cui obiettivo era quello di consolidare l’organizzazione e costruire un modello di impresa che avesse a garantire continuità nel futuro.
Si chiudeva per la CLAM, così almeno all’epoca riportava la stampa, “il fruttuoso ciclo delle fortunate economie del passato, basate su un andamento in forte crescita del mercato della legna e del pellet, che ha portato l’azienda a significativi picchi di vendite e che ha permesso di ridistribuire risorse, benessere e lavoro. È ora il momento di cambiare: perché la stabilizzazione del mercato e i dati del settore facevano percepire in anticipo la flessione di mercato”.
E, quindi, la CLAM aveva dovuto “prendere atto di questo cambiamento, intervenendo con diversi mezzi: utilizzo degli ammortizzatori sociali, riduzione di costi e richiesta di sacrifici ai soci lavoratori e ai dipendenti ed il Ministro, con i vertici aziendali, preannunciavano un nuovo rilancio.
L’azienda marscianese che, da oltre 40 anni, progetta e produce sistemi di riscaldamento alimentati da fonti di energia rinnovabili, si diceva pronta per una nuova fase della sua esistenza, adeguata ai tempi e alle nuove esigenze di produzione e commerciali. Una nuova fase, dunque, iniziata quel venerdì 22 maggio 2015, in cui i vertici dell’impresa hanno presentato i benefici dell’aumento di capitale sociale ed hanno inaugurato un nuovo sistema di produzione.”
Il Ministro, così sempre riportava la stampa, si è confrontato con diversi imprenditori locali ed ha parlato della CLAM come di “un’azienda bella, dinamica, capace di fare i conti con i cambiamenti». «Veniamo da un momento di crisi, difficile per tutti ma questa impresa ha saputo far fronte alle sfide con prodotti nuovi, con un’organizzazione rinnovata, dando attenzione agli investimenti e al lavoro. Un’azienda in cui lavorano 130 persone, più di 1.000 sono i rivenditori presenti in tutta Italia e ben 300.000 i clienti che utilizzano i prodotti dell’azienda marscianese. La CLAM è riuscita ad anticipare i mutamenti del mercato, a percepire in tempo che erano necessari dei forti cambiamenti e insieme ai soci e ai dipendenti è stato predisposto un piano di riqualificazione condiviso da cui arriveranno entro i prossimi tre anni risultati positivi, importanti, forse migliori di quelli dei primi quaranta anni.
L’azienda si è riposizionata attuando un piano di rilancio che prevede l’utilizzo di tutte le leve finanziarie previste: condivisione dei nuovi programmi con i sindacati, utilizzo degli strumenti di supporto di LEGACOOP, investimenti e apporto dei soci che hanno accettato la sottoscrizione di nuovo capitale sociale.
Anche alcuni dipendenti hanno aderito credendo nel piano di ristrutturazione e col diventare soci a loro volta per avviare il piano di rilancio aziendale anche attraverso l’adozione di un sistema di produzione innovativo detto di “produzione snella”, frutto di un percorso già iniziato che prevede novità fondamentali: il cambiamento strutturale dell’organizzazione della fabbrica, la formazione di figure professionali altamente specializzate tra ingegneri, tecnici e addetti alla produzione. Ed anche l’innovazione del parco macchine tra cui spicca il laser di ultima generazione, “a fibra”, una nuova tecnologia che offre la possibilità di taglio con bassi costi di utilizzo e di manutenzione. L’elevato contenuto tecnologico permette di raggiungere alte prestazioni di velocità e accelerazione, che assicura meno emissioni, più risparmio energetico e una ridotta tempistica di produzione.” http://www.iltamtam.it/2015/05/23/marsciano-una-nuova-stagione-per-la-clam/
Ebbene, nonostante tutta questa programmata innovazione ed il nuovo impegno dell’azienda e dei lavoratori qualcosa, però, sembra non aver funzionato. È anche vero che sul piano politico in Italia, ed in parte anche nella nostra regione, sembra esser mancata la lungimiranza, la conoscenza e la competenza nel legiferare norme tese a creare condizioni e modi nuovi per fare impresa. Sul piano imprenditoriale invece, pur rispettando le difficoltà di chi opera facendo impresa, constatiamo che il rapporto tra le parti sociali e il rispetto dei diritti dei lavoratori siano temi sempre meno prevalenti.
Le conseguenze di tutto ciò si sono viste anche in questa vicenda: tra l’altro la forza di maggioranza al governo del comune di Marsciano, fin dalle prime battute ha iniziato a parlare di collaborazione tra tutte le forze possibili e immaginabili per risolvere la situazione. In realtà si è creata una cappa di “silenzio organizzato”, quasi che non dovesse trapelare nessuna notizia, mentre i lavoratori si riunivano con l’azienda e i sindacati, senza i dovuti presupposti di una possibile, e sicuramente voluta, partecipazione del problema alle forze politiche della minoranza.
Sulla carta, infatti, le proposte del gruppo di maggioranza erano e sono finalizzate alla pura propaganda, senza neanche un accenno ad un sostegno al reddito di cittadinanza che, il M5S, ha proposto da oltre due anni e che viene costantemente ignorato. Mio tramite, il M5S di Marsciano ha subito informato della crisi occupazionale della CLAM e PRESYSTEM i parlamentari pentastellati della commissione lavoro alla Camera.
Anche in questa occasione, come già fatto per le precedenti crisi di altre aziende marscianesi, puntuale è stata presentata un’interrogazione dalla nostra parlamentare Tiziana Ciprini al Ministro del Lavoro che, come ho appena ricordato, ben conosce la situazione dell’azienda marscianese. Il testo dell’interrogazione (5/10670) è breve ma rende chiara la richiesta alla quale tutti ci auguriamo che il Ministro Poletti risponda il più in fretta possibile. La nostra parlamentare Ciprini, membro della commissione lavoro alla Camera ed esperta dell’occupazione ha tenuto, pochi giorni fa, una conferenza a Perugia sul reddito minimo garantito e le politiche occupazionali e conta di fare un nuovo incontro, a breve nel nostro territorio, per parlare ai cittadini, insieme al sociologo e scrittore Domenico De Masi, di occupazione e futuro e, in particolare, come si trasformerà il lavoro nei prossimi 20 anni. E’ importante sottolineare comunque, che senza una presa di coscienza da parte dei lavoratori e dei cittadini in generale, non ci può essere una ripartenza non solo del lavoro, ma della qualità della vita in ogni sua forma!
Il M5S, quindi, è e sarà sempre al fianco di chi si vede negati i suoi diritti di cittadino e persona libera, perché negare il lavoro significa negare la vita e di questo passo le interrogazioni parlamentari potrebbero non bastare più!











