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L'impegno dell'associazione Ars per la prevenzione
ictus-cerebrale

Dopo l’ictus c’è vita? Sì! E ce lo ricorda l’Ars Umbria, l’Associazione ricerca stroke umbra che in questi giorni ha rilanciato la sua attività di sensibilizzazione e prevenzione sull’ictus attraverso un incontro molto partecipato a Perugia e che ha visto la presenza del presidente Filippo Duranti, di Valeria Caso, presidente dello European stroke organisation e due ospiti d’eccezione. Ovvero Il giovane filmmaker umbro Tommaso Stingo che di recente ha vinto il premio Alice – l’Associazione per la lotta all’ictus cerebrale – con il corto “Dopo l’ictus c’è vita” e Francesco Lupparelli, ragazzo folignate protagonista del video e che, dopo essere stato colpito da ictus, ha intrapreso la strada del recupero di una vita normale.

Perché parlare di ictus? Perché “imparare a conoscerlo e riconoscerlo in fretta consente a noi medici delle stroke unit di intervenire in maniera efficace e aumentare in maniera considerevole le possibilità di recupero – spiega la dottoressa Caso – In Umbria ogni anno ci sono 2mila nuovi casi di ictus, poco meno di sei casi al giorno e la prevenzione è fondamentale per consentire ai pazienti di tornare ad una vita il più possibile vicina a quella che avevano prima dell’ictus”.

Ars Umbria ha da poco attivato una pagina Facebook per promuovere le sue attività e sensibilizzare le persone sul tema dell’ictus. “Cerchiamo di raccogliere fondi da donare alla ricerca o all’installazione di nuove apparecchiature negli ospedali – dice il presidente Duranti – Cerchiamo di farci conoscere perché è necessario che l’attenzione venga sempre mantenuta alta: le terapie sono migliorate e per questo diventa fondamentale un intervento in tempi rapidi quando ci accorgiamo di avere a che fare con un paziente con ictus in corso”.
La tempestività – sottolineano Caso e Duranti – è la chiave per consentire il miglio recupero possibile per il paziente. Tutti possiamo dare il nostro contributo, come ha fatto il filmmaker Tommaso Stingo che ha realizzato il video proiettato all’incontro: “Per me è stata un’esperienza molto intensa e che mi ha fatto capire molte cose. E’ stato un lavoro interessante e Francesco è stato bravissimo!”. La storia di Francesco Lupparelli – finita nel corto di Stingo – è solo uno dei tanti casi di ictus che ogni anno si registrano in Umbria e il cui finale dipende molto dalla rapidità di intervento. “Come Ars abbiamo preparato dei volantini per la campagna di sensibilizzazione ‘Rapido’ in cui spieghiamo come riconoscere l’ictus – concludono Duranti e Caso – Ci sono alcuni segnali da non sottovalutare, come la bocca asimmetrica, l’incapacità di sollevare le braccia, le difficoltà nel parlare. Tutti segnali che devono spingerci a comporre il 118 e chiedere aiuto”.

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