Sono oltre 5.000 i pazienti che, all’anno, arrivano in Italia (da Federazione Russa, Svizzera ed Arabia Saudita) per curarsi in particolare nei settori di: analisi per prevenzione/benessere, cardiochirurgia, oncologia, ortopedia e neurochirurgia con un “potenziale di crescita” molto ampio e significate per gli indotti nel territorio.
In assonanza con MTA (Medial Tourism Association) alcune regioni italiane, fra cui il Veneto e l’Emilia Romagna, hanno promosso “pacchetti congiunti”, con servizi sanitari nonché culturali e turistici, in modo da attrarre il così definito “turismo della salute”.
In una “mozione propositiva” (presentata in Consiglio Regionale) si invita la Giunta Regionale ad elaborare una ricerca (con l’Università degli Studi di Perugia: dipartimenti di Medicina ed Economia) sulle potenzialità in Umbria del “turismo della salute” delineando un “piano operativo” da inserire, come uno degli elementi strategici, nel nuovo PRS Piano Regionale Sanitario (in redazione dal 2017).











