L’arresto del sindaco e dell’assessore ai LLPP, Edilizia ed Urbanistica, la notizia delle indagini a carico del vice sindaco e dell’assessore all’ambiente oltre che di dirigenti e funzionari del Comune pongono un problema gravissimo di autorevolezza della figura apicale, di credibilità nei confronti dell’esterno, di fiducia della cittadinanza già scossa da tutta una serie di altre situazioni di crisi pesante, ma persino di effettiva possibilità di affrontare i mille problemi che incombono. Necessita una assunzione di responsabilità del sindaco della sua maggioranza e del PD. Non può funzionare la logica del “muoia Sansone con tutti i Filistei”. Premesso che la situazione in cui versa la città è andata via via peggiorando in questi otto anni di amministrazione cittadina affidata al sindaco Di Girolamo; che già alle ultime elezioni, dopo il primo quinquennio del suo governo, il distacco via via crescente con la popolazione ha determinato una perdita di consensi tale da rieleggerlo con una percentuale bassissima, pari a circa il 25% dei cittadini aventi diritto al voto; che le vicende degli ultimi tre anni hanno confermato un pessimo trend demografico pessimo che vede Terni investita da un forte calo di attrattività, tant’è che, nonostante un forte flusso di immigrati, con i non pochi problemi connessi, il saldo rispetto ai giovani e meno giovani costretti ad emigrare vede calare paurosamente la popolazione residente anche e soprattutto per la chiusura di moltissime aziende private, di azzeramento o quasi delle assunzioni, pubbliche e private, della riduzione nel numero dei dipendenti di gran parte delle aziende industriali e commerciali; che i problemi irrisolti sono talmente tanti da renderne difficile persino una sommaria elencazione ma tanto per citare i principali, i disinvestimenti della Regione dell’Umbria che ha liquidare tutte le società partecipate create a suo tempo per creare nuove imprese, BIC, Umbria Innovazione, ISRIM, ex Consorzio Aree industriali, oltre alla riduzione sistematica della propria presenza amministrativa nel nucleo ternano, ridotto ai minimi termini, la distruzione del patrimonio costituito dall’ATC, la disintegrazione del Polo Universitario con la chiusura dei corsi di laurea in Scienze Politiche, Lingue e Scienza della Formazione cinematografica e televisiva, la messa in discussione dell’Istituto Briccialdi, fiore all’occhiello di una grandissima tradizione formativa di alta cultura musicale, con la creazione di debiti assurdi fra i due enti di cui, al solito nessuno risponde, ricordo che l’Istituto ha il problema di pagare gli stipendi di questo mese e dei mesi successivi; che il tramonto, per pessima gestione, dei grandi progetti cittadini, dal fallimento di Papigno di cui si è interessata la trasmissione Report, ma anche di quello del Centro Multimediale con l’erede USI la società che doveva recuperare i crediti del Comune, poi dissolta anche quella come neve al sole fra liquidatori che contestano il Comune per i debiti non onorati; che abbiamo incompiute da record, dalla Casa delle Musiche, al Teleriscaldamento, alla Bretellina Terni Est, al raddoppio della Cesi-Terni, alla bretella Gabelletta- Marattana fatta terminare su un ponte più basso di un metro e quindi inutilizzabile, al Teatro Verdi, la Fontana di Piazza Tacito, ecc, ecc, ecc; che il giudizio dei cittadini è pesante perchè il degrado è palpabile e generalizzato e vede un sindaco ed i suoi più stretti collaboratori non in grado minimamente di aggredire i problemi ma balbettare di continuo sulle buche che a migliaia comportano problemi continui di sicurezza unitamente al mancato ripristino delle strisce pedonali alla illuminazione dei monumenti con un centro storico ed una Piazza del Mercato desertificata invasa dallo spaccio di droga, con una raccolta rifiuti approssimata ed una città che appare a tutti, maggioranza compresa, sporca e trascurata; che l’altro importante progetto, quello delle Cellule Staminali, che a dire dei suoi promotori doveva assumere 200 ricercatori in alternativa alle acciaierie vede l’investimento di circa sette milioni di euro dissolversi in strane ipotesi di diverso utilizzo, non vede alcuna assunzione mentre le acciaierie hanno ridotto di oltre 500 unità oltre all’indotto; che in tutto questo scenario assistiamo a un incedere del lavoro di giunta che ha visto defenestrare circa metà degli assessori su cui fino al giorno prima lo stesso sindaco si sperticava in elogi e un’azione di incessante pensionamento e prepensionamento dei dipendenti comunali visti ormai come un peso di cui disfarsi e non di una risorsa da valorizzare, con vari dirigenti in fuga verso un “si salvi chi può” per la mancanza di riferimenti certi e di un rigore amministrativo unito al merito ed ad una progettualità condivisa ed ambiziosa, patrimonio culturale di tutti; si campa alla giornata nella speranza che si faccia sera prima possibile; che il negazionismo ambientale, di cui questo sindaco con il suo predecessore è stato campione, vede una città in ginocchio da tutti i punti di vista per la qualità dell’aria, del suolo, delle acque con lo sforamento continuo dei parametri massimi consentiti ed una popolazione colpita da neoplasie come non mai, negate anche queste per molti anni per non citare le ultime vicende della sospensione del divieto dell’uso dell’acqua potabile e l’accumulo, ancor oggi, di montagne di fanghi di fogna al depuratore centrale; che al negazionismo ambientale è stato accoppiato quello economico-finanziario perchè la emersione di 54 milioni di debiti pregressi, fino a due anni fa nascosti ai più, con questa giunta attiva sul fronte della peggiore opacità nel nascondere altri 20 milioni circa fra debiti fuori bilancio negati anche questi con facce di bronzo e disavanzi vari, con l’ASM messa in condizioni difficilissime che si trincera dietro no comment rispetto alle richieste di chiarimenti rispetto al risultato di bilancio 2016 che, se in perdita probabilmente anche rilevante, produrrà per il bilancio consolidato del Comune altre voragini che i ternani saranno chiamati con i propri sacrifici a ripianare sull’unghia; che in questo quadro, che definire fosco costituisce solo un eufemismo, le indagini aperte da tempo da parte della Questura e della Guardia di Finanza, coordinate dalla Procura della Repubblica, contro la quale i soloni di turno insinuano incapacità ed eccessi, come se il regime della Conca, che favorisce pochissimi rispetto ai 110.000 ternani che sta impoverendo a vista d’occhio, potesse durare in eterno, ci giunge pesantissima la notizia dell’arresto del sindaco e del suo fidatissimo assessore, l’unico che ha premiato con la riconferma, dopo i brillanti risultati prodotti nel quinquennio precedente.

Tutto ciò premesso chiediamo al sindaco:
1)- di valutare seriamente se valga la pena per la sua persona e per gli interessi di questa maggioranza resistere, resistere, resistere in questa sorta di fossa politica, economica, finanziaria, ma soprattutto morale che si è scavato con le sue mani non ascoltando peraltro le molte proposte che abbiamo avanzato in questi anni, compresa, lo ricordo per gli smemorati, una giunta di salute pubblica, aperta alle migliori energie che la città era in grado di prestare per salvare il salvabile, quando ancora la situazione era ben diversa e forse recuperabile rispetto al dramma odierno;
2)- se non ritenga viceversa, considerato che in caso contrario il danno per la città sarebbe gravissimo, non solo in termini di immagine ma di un mancato recupero di efficienza e di investimenti, con lui stesso che continua a fare il medico di famiglia mentre detiene in modo quasi parossistico la delega allo sviluppo economico pur non esercitandola, cm i ternani che hanno assoluto bisogno di un sindaco a tempo pieno, che lavori giorno, notte, sabati, domeniche e feste comandate, perchè un buon padre di famiglia pensa prima ai suoi figli poi a se stesso ed al proprio cerchio di amici, questo s’impone è questo chiediamo, perchè con la città condannata all’agonia, saranno per lui e per questa composita maggioranza due anni durissimi in cui le responsabilità dovranno sempre più emergere ed i ternani comprendere sempre più e meglio chi è in grado di portarli fuori dal guado rispetto a chi li ha condotti in questo vicolo cieco.

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