IL “FATTORE TODI”
L’articolo 53 della Costituzione italiana dice che “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività”.
Occorre perciò revisionare il sistema fiscale partendo da una corretta definizione di “capacità contributiva” per inquadrare la quale è necessario individuare tutte le voci di cuisi compone l’economia familiare e – soprattutto – quanto sispende per ognuno deisuoi componenti. Coniuge, figli a carico, disabilità,vedovanza, assistenza agli anziani devono essere voci escluse dalla tassazione.
Si ipotizza dunque una ristrutturazione di quella che è comunemente indicata come “no tax area”(attualmente su Todi l’esenzione Irpef comunale è per i redditi inferiori a 11mila euro l’anno e interessa circa 5mila cittadini) che sia allineata a questi fattori e che diventi progressiva,sulla scorta del fattore familiare che ha già trovato applicazione in altri Municipi e realtà regionali d’Italia (Parma, Brescia o la Regione Lombardia).
L’obiettivo è di rendere operativa una tassazione che – entro il 2018 – abbia queste caratteristiche:
Componenti No tax area
1 7.000
2 11.200
3 15.400
4 19.600
5 25.200
6 30.800
7 36.400
8 42.000
Le aliquote Irpef comunali da applicare al reddito per calcolarne l’imposta crescono all’aumentare del reddito. La “no tax area” è ad aliquota 0%. Anche i servizi pubblici – mensa e trasporto scolastico, rifiuti etc. – tengono conto del“Fattore Todi”: si applicano dunque tariffe calibrate rispetto al reddito e alla cittadinanza che deve essere di almeno dieci anni sul territorio comunale.
Ancora in termini di pressione fiscale, va recuperato lo strumento del baratto amministrativo: per operazioni di manutenzione ordinaria, ai cittadini (anche in forma associata)va offerta la possibilità di“adottare” uno spazio pubblico, che sia una strada, un vicolo o un parco pubblico, garantendo loro la possibilità di accedere a sconti fiscali legati alle spese sostenute per la cura di quello stesso spazio.
TARIFFE PUNTUALI
Su acqua e rifiuti è necessario introdurre il criterio in base al quale si paga per quanto si consuma. Ecco perché, ad esempio,va applicato un regolamento regionale del 2011 in base al quale chi – in tema diservizio idrico – installa strumenti per abbattere i consumi di acqua, accede a sconti in bolletta.
Lo stesso vale per i rifiuti: è opportuno introdurre un sistema di incentivazione che, ad esempio, agevoli chi conferisce in discarica materiali da recupero (come vetro, carta o plastica) così da ricevere uno sconto da applicare sulla bolletta. Oppure,mutuando esperienze esistenti,si può farsì che il conferimento di materiale da riciclare in centri commerciali convenzionati dia diritto all’acquisizione di sconti da utilizzare per la spesa.
TUTTI A SCUOLA
A Todi nascono mediamente 130 bambini ogni anno. Ma non per tutti c’è spazio nell’unico asilo nido disponibile. L’Umbria dal 2012 prevede di offrire ai bimbi pre-scuola dell’infanzia la possibilità di accedere ai cosiddetti “nidi familiari”. La legge è rimasta pressoché letteramorta: ad oggi sono meno di dieci le strutture che sul territorio regionale offrono questo servizio. In questa ottica va incentivato il ricorso al nido familiare, facendo incontrare istituzioni e aziende attorno all’obiettivo di finanziare – almeno – i necessari corsi di formazione. In questo modo si creeranno professionisti, lavoro e servizi.
LA VITA NON È UN GIOCO
Su temi come il diritto alla vita e la lotta alle ludopatie la città può diventare un esempio. Attivando non solo convenzioni con la rete dei Centri per la vita per dare piena attuazione alla legge 194 in tema di interruzione volontaria di gravidanza e ricercando tutti i tentativi per “rimuovere” le cause che spingono alla scelta dell’aborto. Va realizzata – a seconda delle risorse disponibili – l’adesione al “Progetto Gemma”(con meno di 3.000 euro si “adotta” una mamma che sceglie di portare avanti la gravidanza) o l’attivazione della “valigia della maternità” (già operativa a Roma e Napoli, prevede un sostegno materiale e medico alle donne in stato di gravidanza che si trovano in difficoltà) come forte testimonianza di quanto ci si batta per sostenere – davvero – il diritto alla vita. Sul fronte del gioco d’azzardo, la situazione è altrettanto allarmante: sono almeno 400 le famiglie in Umbria alle prese con le conseguenze del gioco patologico in un contesto che vede i volumi del gioco (in Umbria si scommette un miliardo l’anno) in costante crescita. Va semplicemente applicata la legge: le sale slot non possono trovarsi in un raggio inferiore a 500 metri da scuole, ospedali, uffici pubblici o luoghi di culto.











