Ci si accorge che esiste un cinema nel momento in cui chiude. Purtroppo è successo centinaia di volte e chi come me ha contatti con molti esercenti in Italia (sono promotore e amministratore della pagina fb “cinema di città”) può testimoniare quante e quali difficoltà debbano superare i piccoli esercenti per andare avanti.
Bello comunque l’interesse che si sta creando a Todi intorno al Cinema Jacopone. Voglio subito dire che sì, noi del Concordia siamo interessati a lavorare a Todi. Lo siamo in virtù del fatto che consideriamo Todi e Marsciano un unico territorio con gente che si muove al suo interno e che non ha problemi a frequentare le due sale quando propongono qualcosa di interessante.
Più volte ci è capitato di indirizzare a Todi nostri clienti e lo stesso è capitato ai nostri colleghi dello Jacopone. Non so quali siano le motivazioni che hanno portato alla rottura fra l’attuale gestione e la proprietà, ma se deve esserci un cambio di gestione, o l’apertura di un nuovo spazio, è naturale che noi del Concordia dobbiamo esserne interessati. La motivazione è molto semplice: con due sale non in concorrenza si lavora meglio. Avere due sale che intercettano lo stesso bacino d’utenza (anche se relativamente distanti fra loro), facilita molto la pianificazione della programmazione.
Si possono organizzare tutte quelle attività citate da più parti quali incontri con autori, proiezioni in lingua originale, rassegne tematiche, gemellaggi con altre sale (cose che noi facciamo da sempre), con festival nazionali e internazionali e tanto altro, ma si può e si deve anche proporre il cinema popolare, quello che ti consente di fare l’incasso. Non si vive però di solo cinema: il 50% dell’incasso va alla distribuzione e i costi di funzionamento sono superiori all’altro 50%. E allora, come si fa?
L’esperienza del Concordia ci insegna che una sala ben organizzata, con tariffe di noleggio diversificate a seconda del tipo di attività e del soggetto richiedente, accessibili a tutti, può avere gli utilizzi più disparati: teatro, convegni, premiazioni, presentazioni di libri, convention aziendali, saggi scolastici ecc.. insomma un sacco di altre cose che consentono di sfruttare la struttura in giorni e in orari che altrimenti resterebbero improduttivi, e che la fanno sentire propria a chi la frequenta.
Spero quindi che le centinaia di iscritti al gruppo di salvataggio dello Jacopone, rappresentino la base da cui ripartire e con cui ragionare su cosa fare una volta superata questa fase di crisi.
Nel frattempo se volete capire come funziona, andate a vedere “Mexico un cinema alla riscossa”. La storia di una sala indipendente di Milano. Il film sarà proiettato a Marsciano e a Castiglione del Lago il 24 maggio e a Spoleto il 25 maggio













