C’è a Todi un bimbo che, ogni mattina, esce di casa assieme alla mamma per accompagnare alla scuola elementare il fratello maggiore. Anche lui mette nel suo zainetto colori e fogli, indossa il grembiule come se dovesse andare all’asilo. Ma poi, salutato il fratello, se ne torna indietro. Per lui non c’è posto nell’asilo vicino casa. E, non avendo i genitori la macchina, è impossibile andare a prendere il pulmino che lo dovrebbe accompagnare a Collevalenza. Per il pulmino, d’altra parte, non è stato mai possibile fare una deviazione di qualche manciata di minuti. Alla faccia del servizio pubblico.

Alla coalizione di centrosinistra che mette sotto accusa il “vuoto pneumatico dei programmi della destra”, sottolineando che, al contrario, loro “alle parole e agli slogan” rispondono “con i fatti e la concretezza di chi crede nell’impegno quotidiano e non negli spot elettorali”, anche noi rispondiamo con un fatto.

Uno dei tanti che testimoniano come questa amministrazione abbia perso di vista le persone, le famiglie ed i problemi che ognuno incontra nella vita quotidiana.

Ancora, alla coalizione di centrosinistra che, parlando di asili nido, vanta con orgoglio il dato per il quale “non esistono bambini esclusi”, rispondiamo anche qui con i numeri: a Todi nascono in media 130 bambini ogni anno. Gli asili nido di Santa Maria e Capuccini hanno una disponibilità pari a 60 posti per bimbi da zero a 36 mesi. La metà rispetto ai bambini che potrebbero frequentarli. Forse, non esistono bambini esclusi semplicemente perché, per il pagamento della retta non sono previste agevolazioni in base al reddito Isee: tutti pagano la stesa quota. E allora, ci sono sessanta famiglie che questo servizio non possono permetterselo e nemmeno fanno domanda.

A proposito di Isee, sanno i candidati del centrosinistra che una famiglia con due figli e un Isee pari a 12mila euro paga retta piena per il servizio mensa della scuola dell’infanzia? Significa dover fare fronte a circa 1.200 euro l’anno. Per completezza di informazione, al centrosinistra ricordiamo che l’introduzione del fattore famiglia (si pagano tasse e tariffe non più soltanto in base al reddito del nucleo famigliare) agevolerebbe questa stessa famiglia (e tante altre) facendo risparmiare qualche centinaio di euro l’anno. E’ una proposta troppo populista? Se la risposta è sì, allora dateci pure dei populisti.

Sempre per essere concreti, vorremmo poi ricordare alla coalizione di centrosinistra che, in quanto a finanziamenti europei, Todi ha avuto un atteggiamento un po’ timido: la quota pro-capite ammonta a 708.7 euro. In Umbria hanno fatto meglio, recuperando risorse da investire davvero in sviluppo, sociale, ambiente e innovazione, 45 comuni (da Perugia a Terni, passando per Marsciano e Massa Martana). E quindi ben vengano gli auspici per i quali “si possono aprire nuove occasioni di lavoro e nuove prospettive per la nostra economia”. Peccato che forse queste promesse arrivano un po’ tardi.

Così come le bacchettate rispetto a presunti errori di grammatica e di sintassi. Non sappiamo bene a chi queste accuse si riferiscano. O forse sì: “al mondo di cui ne fanno parte”.

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