Giorgioni, Nulli, Pizzichini, Ruggiano e Ruspolini hanno sottoscritto l'impegno ad impedire la realizzazione a Cappuccini e a riconsiderare altri siti: l'iniziativa del consigliere comunale uscente Mauro Giorgi
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“Sì al nuovo depuratore ma no alla Cascianella”: è l’impegno materialmente sottoscritto da 5 dei 6 candidati a Sindaco di Todi.
Il documento congiunto è frutto dell’iniziativa di Mauro Giorgi, consigliere comunale uscente che, pur non ricandidato, ha voluto in questo modo assicurare continuità alla battaglia a suo tempo intrapresa per impedire la realizzazione del depuratore a ridosso di Cappuccini, battaglia supportata dalla raccolta nel 2012 di oltre 1.200 firme.

A fimare “l’impegno di impedire la realizzazione del depuratore in località Cascianella e di riconsiderare altri siti già noti” sono stati Diego Giorgioni (Movimento 5 Stelle), Andrea Nulli (CasaPound), Floriano Pizzichini (Liste Civiche), Antonino Ruggiano (centrodestra) e Adriano Ruspolini (Lega Nord).
Assente lo spazio per l’apposizione della firma del Sindaco in carica Carlo Rossini, essendo stata la sua Amministrazione ad aver indicato il sito tra Cappuccini e Pontenaia, dove da qui a qualche mese dovrebbero partire le procedure di occupazione dei terreni.

I cinque candidati a Sindaco, nell’impegnarsi nella individuazione di un’altra località, condividono anche un elenco di 13 considerazioni, nelle quali si esplicitano i “NO” alla realizzazione del depuraatore a Cascianella. Eccoli:

1) NO per la vicinanza (meno di 400 metri) al quartiere di Cappuccini dove risiedono oltre 3.000 abitanti;

2) NO perché si tratta di un’imposizione politica e non frutto della decisione dei tecnici;

3) NO perché è un’opera alquanto invasiva per una potenzialità di 25.000 abitanti equivalenti, interesserà una superficie grande circa un campo di calcio e mezzo, e facilmente visibile in un raggio piuttosto ragguardevole;

4) NO perché il sito di Cascianella è situato ad una quota altimetrica di circa 50 metri superiore rispetto agli altri siti già presi in considerazione o suggeriti come alternativa. Ciò comporterebbe una maggiore spesa in termini di gestione e manutenzione con un consumo di energia elettrica del 16 % in più in quanto l’82 % dei liquami dovrà essere pompato quotidianamente a monte visto il considerevole dislivello. I costi di tutto questo ricadrebbero inevitabilmente sulle bollette degli utenti a causa delle elevate manutenzioni e del maggior consumo di energia elettrica;

5) NO perché in quell’area già compromessa dalla presenza di un’industria di laterizi, la realizzazione a confine di un depuratore non farà altro che peggiorare notevolmente le condizioni ambientali già notevolmente pregiudicate in quanto ci sarebbe la concentrazione di due industrie insalubri che lo stesso Ministero della Salute classifica addirittura di Ia Classe quella della depurazione e di IIa Classe quella della produzione di laterizi;

6) NO per il rischio di contaminazione biologica che potrebbe investire l’intero quartiere e le abitazioni più vicine, nonché le maestranze dell’adiacente fabbrica di laterizi;

7) NO perché, il DLgs 152 dell 2006 art. 268 riguardante le emissioni atmosferiche diffuse, non è relazionato nel progetto;

8) NO perché l’area su cui è prevista la realizzazione del depuratore è franosa e pertanto, come prevede il PRG del Comune di Todi (che l’ha classificata A1) e la normativa regionale, non è edificabile;

9) NO anche per il reale e crescente rischio di natura idrogeologica perché tutt’ora la zona è interessata da frane attive nonostante negli anni ’90, già per evidenti movimenti franosi, sia stata oggetto di consistenti lavori per la regimazione delle acque meteoriche;

10) NO perché realizzare il depuratore nella zona franosa comporta un notevole appesantimento dell’area con le migliaia di tonnellate di cemento che necessità la realizzazione del manufatto stesso e per la costante presenza di circa 50.000 quintali d’acqua giornalieri;

11) NO per il notevole sbancamento di terreno, circa 40.000 m3, che deve essere compiuto a circa 100 metri più a valle rispetto alle suddette importanti opere di consolidamento del Colle;

12) NO perché il sito di Cascianella non si trova lungo l’asta del Tevere o del Naia, indicati come parametri nelle Linee di indirizzo adottate dal Consiglio Comunale di Todi il 9 ottobre 2012. Addirittura il sito di Cascianella si trova vicino al fosso di Monte Vagliano, quasi sempre in secca (mentre la normativa richiede che non sia più di 120 giorni l’anno), distante ben 1 km e 200 metri dal torrente Naia, anch’esso di bassa portata e sempre in secca nel periodo estivo, e lontano ben altri 5,5 km dal fiume Tevere che costituisce il “corso d’acqua adeguato” come vuole la normativa;

13) NO perché il quartiere Cappuccini subirebbe un ulteriore carico di traffico di autotreni che si andrebbe così ad aggiungersi a quello già esistente determinato del transito di mezzi pesanti che vanno e vengono dalla fornace.

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