Sulla polemica montata per l’uso temporaneo del ‘Melograno’ (dalle 21 alle 24 circa) concesso dall’amministrazione comunale al centro culturale islamico di Marsciano per il mese del ramadan – che questo anno è iniziato lo scorso 27 maggio per terminare il prossimo 27 giugno – si comprende bene una sola cosa: la distanza di gran parte della politica locale dai bisogni basilari delle persone che risiedono in un luogo e la scarsa percezione della stessa di comprenderli e dare a questi una giusta risposta senza per questo dover togliere dei diritti agli altri.
Diversamente, chi ha provato a speculare su quanto concesso ai fedeli musulmani avrebbe dovuto sapere che la comunità islamica marscianese sta valutando l’ipotesi di acquistare una struttura situata al centro dell’Ammeto e che tale operazione, a ns parere, è sconsigliabile per diversi motivi: il primo è di carattere sociale, ed è facilmente intuibile, l’altro è puramente tecnico in quanto l’edificio è un capannone che consente lo svolgimento di attività prevalentemente artigianali.
Pertanto, oltre a problemi di carattere amministrativo (difficoltà per ottenere il cambio di destinazione d’uso), è immaginabile che i residenti dell’Ammeto si opporranno affinché tale fabbricato non diventi una moschea nel centro abitato. La politica utile è di orientare questa comunità, che nella Media Valle del Tevere conta 1200 famiglie circa, nell’acquisizione ragionata di un edificio in cui poter esercitare il proprio culto senza problemi né per gli uni né per gli altri, verificando comunque che non vi siano finanziatori riconducibili (come purtroppo sta emergendo in molte zone d’Italia) a movimenti assolutamente estranei alla nostra cultura della tolleranza e della convivenza pacifica.
- Francesco Matteucci
- 10 Giugno 2017











