Ci sono gli eletti. E ci sono i delusi. E anche i grandi esclusi. Quelli cioè che non sono riusciti a farsi rieleggere e a rientrare in Consiglio comunale. Diversi degli amministratori uscenti avevano rinunciato, per motivi diversi, a ricandidarsi. Tra questi Emidio Costanzi e Luca Pipistrelli (socialisti, assessori e vice sindaci), Francesco Alvi (presidente del Consiglio comunale), Diego Carletti (consigliere e segretario del Pd), Marcello Orlandoni (Pd) e Mauro Giorgi (ex “I valori della sinistra”, poi gruppo misto). Loro si sono chiamati fuori da soli, ma altri ci hanno riprovato e gli è andata male.
Dai banchi dell’ex opposizione non ce l’ha fatta Claudio Serafini, che era stato la novità del precedente turno elettorale con la sua lista civica “Aria Nuova per Todi”. Candidato anche al Consiglio regionale, ha visto la sua lista sciogliersi. Era in una delle tre liste che sostenevano il candidato Sindaco Floriano Pizzichini, l’unico che siederà in Consiglio comunale. Ha raccolto 75 preferenze.
Sui banchi del Partito Democratico mancherà Simone Berrettoni: nonostante i suoi 287 voti, complice la sconfitta di Rossini, non è rientrato in Consiglio. Lo potrà fare solo nel caso di dimissioni degli eletti. C’è chi ipotizza che il sindaco uscente, deluso ed amareggiato, potrebbe passare prima o poi la mano, ma resta un’ipotesi altamente improbabile, anche per questione interne allo stesso Pd.
Anche tra le file socialiste non mancano defezioni, causa il brusco calo di consensi. Non rientranno in Consiglio comunale Paolo Parasecolo e Fabrizio Guazzaroni, con i Socialisti che passano da tre ad un seggio, appannaggio del capolista Massimo Buconi, ex assessore provinciale, ex consigliere regionale, che ha conquistato 199 preferenze, molte per dei comuni mortali ma sicuramente poche per uno come lui. Se avesse vinto Rossini per lui c’era il posto di Presidente del Consiglio comunale, ipotesi venuta meno già tra il primo e il secondo turno. Resterà comunque in Consiglio? Probabile, se non altro per non far venire meno la presenza socialista nella massima assise comunale di una città dove il PSI ha avuto storicamente sempre un ruolo di primo piano.
Il grande escluso di questa tornata elettorale è l’ex assessore Andrea Caprini, con un lungo corso in Consiglio comunale, fin dai tempi dell’Amministrazione Marini, prima per Rifondazione comunista e poi per altre formazioni di sinistra. Era candidato nella lista insieme ai Socialisti e ai Riformisti in rappresentanza di quella “Sinistra per Todi” che tra il 2012 e il 2017 aveva perso per strada diversi pezzi. E’ l’unico della Giunta uscente, tra i ricandidati, a non essere stato rieletto.













