Oggi l’ultima goccia (di percolato) che fa traboccare il vaso, Sindaco di Terni e altri 19 rinviati a giudizio per il percolato.
La Giunta del Partito Democratico guidata dal Signor Leopoldo Di Girolamo, dovrebbe prendere atto che mancano le condizioni democratiche elementari per poter proseguire con la sua azione politica e amministrativa.
Mancano i presupposti, per poter guidare con serenità e fiducia le sorti della città di Terni, perché non è immaginabile che queste persone possano oggi mettersi intorno ad un tavolo e decidere per un territorio oramai sfiancato dall’azione di un classe politica delegittimata.
Quali idee e quali pensieri possono aggiungere al dibattito cittadino questi personaggi, che devono pensare a difendere loro stessi prima che difendere la città?
Il Signor Di Girolamo a questo punto ha davanti a se un atto dovuto, e cioè dimettersi per lasciare spazio ai ternani di riappropriarsi del proprio futuro, invece di lasciare la città in balia delle sorti del Partito Democratico in attesa che il tempo trascorra e si perda memoria di questi fatti, sperando in un nome da poter spendere alle prossime elezioni, magari non coincidenti con le elezioni politiche.
I nomi oltre al signor Di Girolamo: Luigi Bencivenga, Libero Paci, Roberto Fabrini, Sandro Piermatti, Maria Bruna Fabbri, Silvano Ricci, Marco Malatesta, Renato Bartolini, Stefano Bucari, Simone Guerra, Emilio Giacchetti, Francesco Andreani, Cristhia Falchetti Ballerani, Carla Riccardi, Giorgio Armillei, Daniela Tedeschi, più i dirigenti comunali Sdogati, Galli e Fattore

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