Anche recentemente sono emerse, e riportate della comunicazione stampa regionale, problematiche relative alla gestione dello smaltimento della “frazione” indifferenziata dei rifiuti che, se non risolte, addurrebbero incisive negatività e maggiori costi.
Nell’ipotesi che l’Umbria possa raggiungere il 70% di raccolta differenziata (dato ancora lontano), utilizzando sin anche tecniche “puntuali” (tariffa, uno a uno, in relazione al peso dei rifiuti prodotti), rimarrebbero 120.000 tonnellate (circa), all’anno, di “rifiuti differenziati” da smaltire.
In una “interrogazione propositiva” (presentata in Consiglio Regionale) si domanda, alla Giunta Regionale, se, in relazione all’aggiornamento del Piano Regione Gestione dei Rifiuti, si intende definire, e in quali tempi, anche in correlazione con l’avvio operativo dell’AURI (Autorità Umbria Rifiuti e Idrico), il sistema, a breve medio termine (5-10 anni, ma con decisione entro 2 anni), con il quale smaltire la frazione indifferenziata di rifiuti.











