Il sig. Giovanni Maria de Matteis, dalle colonne di Tam Tam, intervenendo sulla sentenza della Corte di Cassazione circa la chiesa dei Santi Fidenzio e Terenzio, nel territorio di Massa Martana, mi chiama in causa, nome e cognome, interpellando la mia coscienza, su due questioni: quella del cambio di destinazione d’uso della chiesa che la sua famiglia, dice, non ha mai pensato, e quella della celebrazione del suo Matrimonio che io, allora parroco di Massa Martana, non ho permesso si svolgesse nella chiesa suddetta.
Solo a tali questioni quindi mi limito a rispondere: non perché non ci sia altro, ma perché su queste sono stato chiamato in causa.
Sul cambio di destinazione d’uso, vorrei solo dire che non è la stessa cosa, per una parrocchia, poter celebrare liberamente in una chiesa o doverne chiedere il permesso, ogni volta, a qualcuno, soprattutto se questo qualcuno può anche dire di no. E anche questo, credo, si possa chiamare “cambio di destinazione d’uso”.
Quanto al Matrimonio negato, io proprio non ricordo, come non ricordo di aver mai né visto né parlato con il sig. De Matteis; tuttavia sono cosciente che gli anni passano e la memoria si affievolisce. Certo potrei senz’altro dire che, se me lo ha chiesto, ho certamente risposto di no, come a tanti altri in quegli anni che vanno dal 1997 alla sentenza del Tribunale di Perugia, poi appellata fino alla Cassazione, che restituiva la chiesa alla piena disponibilità della comunità parrocchiale.
Dal 1997, infatti, dopo che la famiglia Barozzi negò la libera disponibilità della chiesa alla parrocchia, questa è rientrata tra quelle in cui, per le norme pastorali dettate dal Vescovo diocesano e dalla Conferenza Episcopale Umbra nella seconda metà degli anni settanta dello scorso secolo, era impossibile celebrare i Sacramenti, che possono essere amministrati solo in chiese parrocchiali o nella piena disponibilità ecclesiastica. Fino al 1997, quindi, Matrimoni nella chiesa dei Santi Fidenzio e Terenzio ne sono stati celebrati molti e continuamente, e possono essere celebrati nuovamente ora, che la chiesa è tornata nella piena disponibilità della parrocchia.
E con la mia coscienza, mi pare, almeno su questo, posso stare tranquillo.











