La giovane ricercatrice tuderte Sara Chiappalupi parte del team autore di uno degli esperimenti ospitati dal razzo SpaceX-12 lanciato dal Kennedy Space Center di Cape Canaveral
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Da qualche giorno c’è un po’ di Todi nello spazio. Lunedì 14 agosto, infatti, dal Kennedy Space Center di Cape Canaveral, è stato lanciato il razzo SpaceX-12 che ospita il modulo Dragon con a bordo rifornimenti per la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) e degli esperimenti scientifici, tra cui alcuni italiani e tra questi il progetto MyoGravity al quale partecipano ricercatori dell’Ateneo perugino quali il professor Guglielmo Sorci, docente di Anatomia Umana, e la dottoressa tuderte Sara Chiappalupi, giovane assegnista del Dipartimento di Medicina sperimentale.

Il progetto, finanziato dall’Agenzia Spaziale Italiana, ha lo scopo di studiare gli effetti della microgravità sulla biologia delle cellule del muscolo scheletrico, uno degli organi più colpiti nei viaggi nello spazio. Il team di ricercatori italiani, composto da Sorci, dalla Chiappalupi, dalla professoressa Stefania Fulle, coordinatrice del progetto, e dalla dottoressa Ester Sara Di Filippo, è da poco rientrato dalla missione che li ha visti operare per circa venti giorni all’interno dei laboratori della NASA presso il Kennedy Space Center, dove hanno potuto assistere da breve distanza al lancio dello SpaceX-12.

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