Dopo la pausa estiva, riprendono lunedì 4 settembre le attività della realtà associativa nata nel 2014:
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Riapre, dopo la breve pausa estiva, la Casa delle Donne di Terni, una realtà associativa inaugurata nel 2014 dopo un lungo e partecipato percorso di costruzione. Molte le iniziative promosse nell’ambito di uno statuto che prevede, innanzitutto, la creazione e gestione di gruppi di auto mutuo aiuto per donne maltrattate, con disagio sociale o psichico, sole o socialmente isolate, con difficoltà linguistiche, anche attraverso l’utilizzo di tecniche artistiche,  la cui partecipazione sia aperta a tutte le donne della città in modo da realizzare contesti misti e favorire la creazione di reti sociali di sostegno.

La Casa verrà riaperta lunedì 4 settembre e durante la mattina ospiterà più di cento insegnanti che saranno occupate in una formazione professionale sul tema dell‘influenza degli stereotipi di genere nei confronti delle bambine e delle ragazze sul successo scolastico e l’orientamento professionale rispetto alle materie matematiche, scientifiche e tecnologiche.Le insegnati saranno formate dalla professoressa Graziella Priulla e dal professor Carlo Tomasetto. La formazione è la prima azione del progetto “STEM FOR PLASTIC RETREAT”, presentato al Dipartimento per le Pari opportunità nell’ambito del bando “In estate si imparano le Stem” dalla Direzione Didattica “G. Mazzini” e di cui l’Associazione Terni Donne è partner.

Nel pomeriggio dello stesso giorno, alle 17:00, seguirà la presentazione del libro della professoressa Graziella Priulla “C’è DIFFERENZA. Identità di genere e linguaggi: storie, corpi, immagini e parole”. La presentazione è aperta alla cittadinanza e di particolare interesse sia per le/gli insegnanti di ogni ordine e grado di scuola che per i genitori e studenti e studentesse della scuola secondaria di secondo grado; interverrà l’autrice.
“Quante volte ci siamo dette che la violenza contro le donne si può contrastare solo attraverso una consapevole e mirata azione educativa rivolta a bambini e bambine, ragazzi e ragazze?, viene sottolineato in una nota della Casa delle Donne. Perché sono loro che dovranno costruire la società del futuro, una società che ci auguriamo potrà essere libera da stereotipi, pregiudizi, discriminazioni e soprattutto dalla violenza”.

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