È stato necessario qualche giorno per riflettere, ma all’indomani del Consiglio comunale del 25 Agosto possiamo dire di aver vinto questa prima battaglia; noi e i cittadini che spontaneamente avevano dato il via ad una estesa campagna di raccolta firme apartitica e trasversale per sostenere le ragioni del no (oltre 1200 sottoscrizioni).
La mozione redatta da me e da Francesca Borzacchiello (Coord. di Forza Italia sez. Marsciano) e appoggiata ampiamente dagli altri partiti di area (Lega e FdI) è stata respinta. “Si è deciso di portarla ugualmente al voto” – spiega la Coord. – “ perché non riguardava un capannone specifico, ma tutto il territorio di Ammeto, zona più volte da noi dichiarata non idonea ad accogliere tale struttura; non si tratta di razzismo, ma di politica territoriale che fa pienamente capo al Consiglio Comunale”. Tuttavia, il documento approvato è persino più restrittivo. La mozione faceva riferimento alla necessità di non votare varianti che consentissero la realizzazione di un luogo di culto, il documento, invece, afferma una inidoneità più estesa del territorio di Ammeto che ora dovrebbe essere completamente escluso da ogni opzione (con questa amministrazione il condizionale è d’obbligo).

Sono stato accusato di una irresponsabile accelerazione sul tema. Quando invece, ancora una volta, senza il nostro apporto non si sarebbe aperta una discussione molto partecipata dai cittadini. Se non avessi iniziato il dibattito sull’associazione islamica non avremmo mai saputo dell’ “ipotesi Ammeto” – emersa pubblicamente in un comunicato di Marsciano Civica – ed oggi avremmo potuto trovarci davanti al progetto compiuto: oltre 700 mq di nuova sede per l’associazione islamica.

È giustificata la preoccupazione della cittadinanza? Assolutamente si.
Questo è uno dei peggiori momenti storici per affrontare il tema dell’integrazione islamica; più che le dinamiche locali, sono le dinamiche nazionali e sovranazionali a destare timori.

L’Islam non è una religione come le altre, è frammentata in numerose correnti e solo da poco si è provveduto a firmare un patto che comunque non è nulla più di una dichiarazione di intenti in quanto gli impegni presi non sono vincolanti, né esigibili.
Molti aspetti di questo credo presentano seri dubbi di compatibilità con l’ordinamento italiano; per alcuni aspetti cruciali Islam e Costituzione italiana sono incompatibili.
Per poter essere tranquilli tutti vorremmo la certezza che ogni fedele musulmano prima di applicare la propria legge coranica applicasse i principi sanciti nella Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, nella Costituzione Italiana e nelle leggi da questa discendenti, seguendo il Corano se ed in quanto compatibile con questi principi.

È su questi punti che mi sono dovuto dissociare dal resto del Consiglio Comunale anche se credo fermamente che il modo migliore per contenere ogni timore e permettere una convivenza sia quello di condizionare l’esercizio del culto affinché ci sia la certezza che il nostro ordinamento giuridico sia rispettato. Questo si può fare unicamente indirizzando la loro opera tramite convenzioni che regolino le loro attività.

Su mia indicazione è stato, infatti, inserito nel testo del documento: “il Consiglio Comunale si impegna ed impegna il Sindaco e la Giunta a rendere vincolanti e giuridicamente esigibili le statuizioni della convenzione, oltre eventuali ulteriori condizioni che dovessero emergere dai lavori dell’eventuale Comitato di Gestione.

Questa previsione condizionerà lo svolgersi della trattativa perché ogni impegno del Patto nazionale per un islam italiano, oltre quanto emergerà dai lavori della costituenda commissione, dovrà essere giuridicamente vincolante così da garantire ai marscianesi che la convenzione non sia fatta solo di “parole al vento” e far capire alla comunità islamica che ci sono principi e diritti del nostro ordinamento che non sono negoziabili.
Ed è proprio il mancato richiamo alla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo ed alla Carta Cosituzionale tra gli impegni che l’Ass. avrebbe dovuto sottoscrivere, oltre alcuni aspetti secondari, ciò che ha precluso il mio voto favorevole.

Tuttavia, per la responsabilità che il mio ruolo richiede, farò quanto in mio potere per continuare ad essere determinante nel dibattito sul tema islamico e per dare un contributo affinché, nel rispetto di tutti i diritti e le libertà sanciti dalla Costituzione, venga tutelata e garantita la sicurezza, la tranquillità ed uno sviluppo omogeneo ed intelligente della Comunità marscianese.

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