Anno nuovo, problemi vecchi nel mondo della Scuola. Nuovamente ci si ritrova a inizio delle lezioni sprovvisti dei necessari insegnanti di sostegno specializzati. Questi ultimi, infatti, sono stati i docenti maggiormente colpiti dalla mal gestione del personale scolastico da parte del governo. Sebbene garantire la continuità sembrerebbe una delle priorità dell’esecutivo, tale assunto risiede prevalentemente nelle declamazioni, visto che ben poco è stato fatto per renderlo una realtà.
Il problema non consiste nel solo fatto di avere pochi Insegnanti di sostegno umbri adeguatamente formati, come alcuni hanno affermato, ma consta anche nel non aver consentito il rientro in Regione dei Docenti specializzati esiliati. Un fenomeno che è dipeso dall’aver effettuato una mobilità su un numero esiguo di cattedre passate in organico di diritto (l’Umbria, assieme alla Toscana, è ancora stata la Regione maggiormente discriminata, in barba al principio di perequazione), e dal non aver consentito assegnazioni provvisorie a quanti pur avendo genitori residenti nello stesso comune, non convivono con questi.
Rispetto a tale requisito di convivenza, che tanto ha destato confusione, il MIUR ha mostrato totale noncuranza non degnandosi di rispondere perfino alla richiesta di interpretazione autentica presentata congiuntamente dai sindacati agli inizi di Agosto, relativamente alla quale presentai un’interrogazione urgente. Quale sarebbe la logica secondo cui 100 cattedre di sostegno della scuola dell’infanzia vengono lasciate vacanti non trasformandone almeno una parte in organico di diritto e restringendo addirittura i requisiti per le assegnazioni? Non certo quella della continuità che invece servirebbe agli alunni! Non placheremo le proteste fino a quando anche Insegnanti, alunni disabili e loro famiglie dell’Umbria non verranno degnati di considerazione.

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