Dopo aver supinamente registrato la chiusura dell’intera ferrovia ex FCU, i redivivi capigruppo PD, MDP e PSI si azzardano a sostenere che “La Regione Umbria è sempre stata attenta e attiva sulle infrastrutture e in particolare sulla ex Fcu”: ma dove? Ma quando? E se poi non fosse stata attenta e attiva, cosa avrebbe fatto la Regione, oltre a distruggerla?
Dalla ferrovia in pezzi e interdetta, fino alla famigerata Superstrada Emmenthal 45, passando per l’aeroporto di Perugia, l’attenzione è pari a quella della Bella Addormentata.
Tuttavia i tre capigruppo insistono con l’ilarità. Aggiungono quindi che la Regione sarebbe prossima alla “predisposizione di un Piano di manutenzione straordinaria”. Ma va’? Ma non doveva già esserci un simile piano, stante le annose e penose condizioni della linea? E comunque costoro proseguono, affermando che “il lavoro portato avanti negli ultimi anni va esattamente in questa direzione”: quale direzione? Ma il binario morto, ovviamente!
Non contenti, ribadiscono che la Giunta Marini “ha sempre ritenuto questa infrastruttura strategica, come dimostra anche il Piano regionale trasporti approvato”. Ah sì? E se la linea non fosse stata ‘strategica’, cosa avrebbe fatto la Marini, oltre a chiuderla? L’avrebbe divelta?
Tanto più che sia RFI che lo stesso Piano Trasporti ne avevano previsto certo la ristrutturazione, ma in regime di servizio aperto, il contrario di quanto avvenuto.
Ecco perché si ode un fastidioso stridio: sono i capigruppo, che scivolano dagli specchi cui si erano inutilmente arrampicati.
Eppure l’aspetto più grottesco non sono nemmeno le fake news propalate dalla maggioranza, quanto quel che succederà dopo le decine di milioni impiegate per rafforzare la sicurezza della linea -a proposito, 60 milioni non bastano. Secondo gli esperti, ne occorrono almeno 100 in più.
Dopo la necessaria ‘riqualificazione’, accadrà che i viaggiatori si ritroveranno comunque su treni che si muovono alla bellezza dei soliti 70-80 km/h, con un’utenza che ben difficilmente tornerà in carrozza, dopo aver fruito per lungo tempo di rapidi bus e mezzi privati: è dimostrato che, in costanza di basse velocità di servizio, i clienti latitano.
Ma tutto questo sta benissimo alla Regione slow, quasi immobile, di Catiuscia Marini, così come ai venditori di fumo della sua maggioranza.
- Andrea Liberati - consigliere regionale MS5
- 6 Settembre 2017











