Il ricordo del professor Giancarlo Mantilacci, ad un anno dalla sua scomparsa, che verrà ricordato con la mostra fotografica a lui dedicata, dal 9 al 17 settembre
Senza nome

Una finestra sulla vita. È quanto ha rappresentato la fotografia per Giancarlo Mantilacci, uomo dal sorriso ammaliante e contagioso, docente scrupoloso ed apprezzato, cittadino attivo ed impegnato. Una bella persona, insomma, che nelle sue foto ha saputo trasferire una sua personale impronta, andando oltre gli stereotipi propri dei fotografi amatoriali.
Giancarlo, da individuo colto e curioso quale era, amava sperimentare diverse tecniche, ricercare nuovi spazi creativi, indagare il mondo che lo circondava e che lo affascinava per originalità e bellezza, andando oltre i comuni standard cui siamo abituati. Basti dire che si occupava lui stesso di sviluppare le foto, saggiando anche qui metodi particolari, come i viraggi colorati e la stampa a contatto Kirlian.

Un approccio, quello del Mantilacci fotografo, che puntava a fare delle immagini catturate anche un ponte tra il mondo visibile e quello invisibile, fargli comunicare significati che lo scatto da solo non è in grado di traferire, mettendo a valore in questo le sue conoscenze della chimica, materia da lui insegnata per circa trent’anni all’Istituto Agrario di Todi.
Le foto selezionate per la mostra sono legate all’universo familiare, inteso nel senso della sua città e della sua casa, luoghi di osservazione privilegiati e di inquadrature attente, passando con disinvoltura dai dettagli delle piante dell’amato terrazzo all’orizzonte infinito dei panorami che gli regalava nelle diverse stagioni l’affaccio della finestra del salone.
Robert Capa, il più famoso fotografo di tutti i tempi, ai suoi colleghi diceva: “Ama la gente e faglielo capire“. È quello che ha saputo fare nella sua vita Giancarlo Mantilacci. Con la fotografia. E non solo.

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