Proporremmo di rinominare così l’ordine del giorno presentato dalla Lega per la discussione nel prossimo consiglio comunale, perché vengono spontanee alcune osservazioni e proposte di modifica che cercheremo di sintetizzare così:
Punto n. 1 – l’ordine del giorno della Lega ricalca (ancora una volta!) iniziative portate avanti dall’amministrazione di centro sinistra, in accordo e in coerenza con la programmazione della zona sociale n. 4. A tal fine sono state stipulate, già negli anni passati, intese e convenzioni con le organizzazioni rappresentative delle associazioni sportive e, in particolare, tra i criteri per acquisire punteggio ai fini dell’ottenimento di contributi pubblici, da parte di associazioni sportive e di volontariato, vi è proprio la possibilità e la capacità di accogliere minori e persone con disabilità o in difficoltà dal punto di vista economico sociale.
Punto n. 2 – al di là della buona intenzione che traspare dal titolo e dalla descrizione dell’intervento: “ impegna l’amministrazione comunale a legittimare convenzioni con tutti gli impianti sportivi di cui il comune è proprietario, a favore di famiglie a basso reddito e soggetti con invalidità o disabilità, prevedendo esenzioni o riduzioni delle tariffe ordinarie.”, i criteri che vengono proposti tradiscono le reali motivazioni che muovono gli esponenti della Lega tuderte. Infatti se per le persone con disabilità o invalidità vengono stabiliti requisiti soggettivi ed economici, per le famiglie con difficoltà economica viene aggiunto il requisito della residenza da almeno cinque anni nella nostra città. Quindi le famiglie italiane e straniere residenti a Todi da meno di cinque anni sarebbero escluse dal beneficio!
Noi diciamo che quello indicato dalla Lega è un criterio discriminante, che contrasta coi principi universalistici dell’ordinamento che disciplina l’erogazione di servizi e interventi pubblici, a cui si ispira il vigente Regolamento per l’Accesso ai Servizi Sociali dei Comuni della Zona Sociale della Media Valle del Tevere.
E’ molto grave pensare che una famiglia o una persona (italiana o straniera), residente nel nostro Comune da meno di cinque anni, in difficoltà economica, non possa utilizzare il beneficio previsto per accedere agli impianti sportivi di Todi. Lo sport, oltre ad essere “sinonimo di salute e di benessere” per noi è sinonimo di inclusione e integrazione, in questo senso l’accesso all’attività sportiva diventa un diritto da garantire a tutti.
Perché un bambino, figlio di una famiglia (italiana o straniera) immigrata nel nostro territorio da meno di cinque anni, in difficoltà economica, non dovrebbe aver diritto al beneficio della gratuità o esenzione della retta per l’accesso agli impianti sportivi?
Punto 3 – L’intenzione della Lega tuderte è chiara nell’ultimo periodo del comunicato, che giustifica questa iniziativa richiamando le promesse fatte in campagna elettorale: la lega nostrana deve accrescere il proprio consenso elettorale, (piuttosto magro, peraltro!) che gli ha consentito di avere rappresentanti in Consiglio e in Giunta, non grazie alle visite di Salvini, ma grazie all’apparentamento con Ruggiano! Dunque un’iniziativa propagandistica, finalizzata ad accrescere consenso speculando sulle difficoltà dei più disagiati!
Noi, per parte nostra, ci limitiamo a proporre alla Giunta criteri diversi per riconoscere il beneficio individuato, con l’obiettivo di garantire la pratica sportiva per quello che è, un’occasione di inclusione sociale e di integrazione culturale per chi si trova in difficoltà, per motivi diversi e da cui provare ad uscire anche attraverso un sostegno come questo, chè l’obiettivo ultimo delle politiche sociali dovrebbe essere la promozione della persona umana, per garantire percorsi di autonomia e responsabilità, non semplice assistenza.
Proponiamo quindi alla Giunta comunale, qualora intenda attivare la Sport Card di farlo secondo questi criteri e mediante avviso pubblico, garantendo trasparenza e pari opportunità ai partecipanti:
Utilizzare le fasce ISEE individuate nel Regolamento per l’Accesso ai Servizi Sociali per il riconoscimento di esenzioni o compartecipazione alla spesa da parte di individui e famiglie;
Prevedere punteggio aggiuntivo in caso di presenza di disabilità o inabilità.









