Il decesso all'ospedale di Viterbo, nel quale era stato trasferito da Perugia dove era stato ricoverato a fine giugno
WCENTER 0WLCACRIAO  -  ( Marco Giugliarelli - _DSC2616 copia.jpg )PER LUCA PER ARCHIVIO

Uno dei due studenti che a giugno erano rimasti vittime, a Perugia, di una intossicazione da botulino è morto nell’ospedale di Viterbo dove era ricoverato. Rocco De Pace aveva 26 anni. Aveva mangiato, insieme ad un compagno di alloggio, del cibo mal conservato, in barattoli non perfettamente sottovuoto. L’altro giovane, un pugliese, è stato dimesso a fine luglio.

Questo il parere espresso dalla prof.Antonella Mencacci, responsabile della struttura complessa di Microbiologia dell’Azienda Ospedaliera di Perugia, a proposito del botulino.
“Il botulismo è una rara, ma gravissima malattia causata da un veleno prodotto da un batterio: il Clostridium botulinum (dal latino botulus, salsiccia). Le spore di questo batterio sono ovunque, nel suolo o nell’acqua, e sono estremamente resistenti a varie condizioni, come i raggi ultravioletti o la bollitura a 100°C. Le spore sono distrutte solo dalla sterilizzazione con strumenti specifici come le autoclavi di laboratorio.

In un alimento, in assenza di ossigeno (insaccati o nelle conserve sott’olio), di un sufficiente grado di acidità e di una adeguata refrigerazione, le spore eventualmente presenti si trasformano in cellule batteriche capaci di replicarsi e produrre il potente veleno: la tossina botulinica. Questa tossina, che può essere inattivata solo dalla cottura dell’alimento, è inodore, insapore e incolore e, dopo l’ingestione, viene assorbita a livello intestinale e raggiunge il suo bersaglio a livello delle terminazioni nervose (giunzione neuro-muscolare), impedendo ai nervi di trasmettere l’impulso nervoso ai muscoli, generando così una paralisi flaccida, con assenza completa di contrazione muscolare.

“Il botulismo – sottolinea ancora la prof.ssa Mencacci- consiste infatti in una grave paralisi discendente (dai piccoli muscoli della faccia a quelli degli arti inferiori), simmetrica (destra e sinistra insieme) e progressiva. Ciò è dovuto al fatto che la tossina si lega in modo irreversibile al bersaglio e agisce per un lungo periodo di tempo, fino a che non si rigenerano nuove terminazioni nervose, cosa che può richiedere mesi o anni. La gravità della malattia, proporzionale alla quantità di tossina ingerita, è legata alla paralisi dei muscoli respiratori per cui i pazienti possono sopravvivere, in assenza di complicazioni, solo grazie alla respirazione assistita.

La diagnosi di questa malattia – precisa l’esperto- è prima di tutto clinica e poi confermata da test di laboratorio, eseguiti in strutture di riferimento , che dimostra o inequivocabilmente la presenza della tossina botulinica nell’alimento sospetto e nei campioni biologici dei pazienti.

condividi su: