La stagione di prosa è iniziata, l’autunno è arrivato, ma Todi il suo cinema ancora non lo ha. Chiuso ormai sei mesi fa lo storico “Jacopone”, con il lungo strascico di polemiche tra la proprietà (la Diocesi e quindi il Vescovo) ed i gestori (la cooperativa guidata dai professori Retti e Tofanetti), la città è ancora in attesa di una possibile riapertura.
Elemento strano (ma non per Todi!) è che le voci circolanti oscillano da un estremo all’altro: dalle difficoltà a far ripartire una sala cinematografica cittadina all’ipotesi che ne possano essere attivate addirittura più di una. Siamo a Todi, dove tutto è possibile.
Le indiscrezioni danno ormai per “fuori gioco” la coppia Retti-Tofanetti, mentre in pista, interessati a diverso titolo, ci sarebbero ancora il gestore del cinema “Concordia” di Marsciano, che potrebbe sviluppare sinergie ed economie di scala e portare la sua esperienza, e l’associazione “Todi Arte”, quella facente capo a Valerio Andrei e Mauro Giorgi, protagonisti delle proiezioni estive all’aperto nelle frazioni.
Un problema resta quello del “luogo” dove riaprire. L’ex “Jacopone” sembra necessiti di interventi onerosi in termini di ristrutturazione ed adeguamento, tanto da renderlo poco appetibile nonostante la disponibilità espressa dalla Diocesi di metterlo a disposizione di nuovo gratuitamente. Il Nido dell’Aquila, di proprietà comunale, oltre a qualche limite logistico, risulterebbe ricompreso nella nuova gestione unitaria dei servizi culturali vinta (salvo ricorso, che sembra sia arrivato da parte della Sistema Museo) dalla “Culture”, con connessioni ancora da verificare. La sala all’interno del Palazzo del Vignola, da alcuni ritenuti misurata per Todi, è ricompresa nella più ampia partita per un nuovo corso del Palazzo, al centro di un confronto tra il Comune e la Diocesi.
Mettere insieme in un’unica cordata i diversi soggetti interessati non sembra percorribile. Così Abbati (Concordia) parrebbe intenzionato a rinunciare ad un’impresa già difficile in partenza; Andrei e Giorgi si starebbero orientando verso qualche soluzione più piccola ed originale, dove poter fare cultura non solo cinematografica; altri, guidati dal regista Alberto di Giglio, hanno iniziato delle attività di cineforum prima sotto i Voltoni comunali ed ora in una sala di Porta Romana. In tutto questo non manca neppure la voce di un possibile interesse per l’apertura di una multisala nella zona industriale di Ponterio.
Cinema a Todi? Uno, nessuno, centomila.









