Replica indiretta alle uscite di Forza Italia e Lega Nord; rivendicata l'azione decisiva di Veralli rispetto ad Etab; lamentato il ritardo della Regione rispetto alla legge statale che potrebbe avere un "costo fiscale" pesante
Gentili alfonso

Pur senza riferimenti diretti alle critiche mosse a più riprese da Forza Italia e, a seguire, anche dalla Lega Nord – che si dicono preoccupati per la gestione dei due enti pubblici Veralli ed Etab e chiedono in pratica al Sindaco Ruggiano di intervenire, essendo i due Cda entrambi nominati dall’Amministrazione di centrosinistra – si registra la risposta del presidente Alfonso Gentili.

“Veralli Cortesi – scrive Gentili – continua a ritenere che l’obiettivo, di antica data e strategico per il territorio e la comunità tuderte, dell’unificazione e trasformazione dei due vecchi Enti di assistenza (che praticamente hanno più amministratori che dipendenti) in un’unica nuova, grande ed efficiente Azienda di Servizi alla Persona (ASP), debba e possa essere centrato proprio in occasione del riordino regionale in corso di tali Enti o forse mai più”.

Continua Gentili: “Le premesse, le condizioni e gli atti necessari per la fusione sono state faticosamente costruiti nel corso di quest’ultimo triennio, tra l’altro sulla base ed in conformità alle precise linee d’indirizzo approvate dal Consiglio comunale di Todi nell’ottobre 2010, nell’agosto 2012 (peraltro non rispettate per la proposta tecnica di unificazione da elaborare entro il 30 giugno 2013, senza però subirne conseguenza alcuna, anche se la revoca degli amministratori degli enti, che è in capo al Sindaco, è esercitabile legittimamente proprio in caso di mancato rispetto degli indirizzi emanati dal Consiglio comunale) e poi nell’aprile 2015 e grazie soprattutto alla comprovata azione decisa e ferma di Veralli Cortesi”.

Dopo aver dunque sottolineato il ruolo incisivo esercitato, senza riferimenti ad Etab, l’altro ente interessato, Gentili spiega che: “tutto questo è accaduto dopo l’emanazione della legge regionale di riordino delle IPAB a fine anno 2014 (e cioè durante il primo mandato della Presidente Marini), con un ritardo incomprensibile dei precedenti governi regionali rispetto alla legge delegata di riforma statale di tali enti pubblici che risale addirittura all’anno 2001. Tale ritardo, purtroppo, ha fatto perdere alle IPAB umbre l’opportunità di godere del regime di totale esenzione fiscale per le relative operazioni di riordino previsto dall’art. 4, comma 4, del decreto legislativo n. 207 del 2001, importante soprattutto nei casi di fusione e durato, con proroghe e ripristini, fino a tutto l’anno 2009”.

Lamentato il ritardo di oltre 15 anni anni ed il “costo fiscale” che potrebbe comportare oggi su un’operazione di fusione, Gentili sottolinea che “il 13 marzo scorso, comunque, si è infine riusciti ad inviare alla Regione Umbria il progetto di fusione dei due enti tuderti, le due deliberazioni di approvazione della fusione e contestuale trasformazione in unica ASP, con le finalità istituzionali praticamente sommate, ed il nuovo statuto dell’ASP “Letizia Veralli, Giulio ed Angelo Cortesi, La Consolazione” con sede legale in Todi, via Tiberina, n. 11 e con un unico ed interamente nuovo Consiglio di amministrazione, oltre tutta la restante e consistente documentazione prevista, richiedendone la superiore approvazione da parte della Giunta Regionale dell’Umbria”.

La fusione di Etab e Veralli è dunque già negli atti. “La cosa che occorrerebbe e basterebbe per il successo della difficile operazione – conclude Gentili – è un coinvolgimento urgente ed efficace dei parlamentari umbri di tutti gli schieramenti, dato anche l’attuale governo cittadino, affinché riescano finalmente ad inserire e far  approvare un emendamento al disegno di legge di bilancio 2018, attualmente in corso di esame al Senato, che ripristini le agevolazioni fiscali originarie, di cui anche i due enti tuderti avrebbero potuto godere anni indietro, se solo la legge regionale attuativa fosse stata emanata prima del 2009”.

Dopo aver rimarcato i ritardi della Regione ed invocato una pressione congiunta di centrodestra e centrosinistra sul Parlamento, Gentili auspica “di riuscire ad ottenere una norma di giustizia sostanziale per le IPAB umbre interessate, più che alla semplice trasformazione, ad un vero riordino strutturale degli enti pubblici in questione volto a ridurne il numero e a migliorarne piuttosto l’efficacia e l’efficienza, a beneficio soprattutto degli utenti dei servizi socio-assistenziali e socio-sanitari già prodotti ed erogati e di quelli nuovi da produrre ed offrire soprattutto per i soggetti più fragili nell’ambito delle giovani generazioni”.

Bisognerà adesso vedere cosa penserà di queste valutazioni la nuova maggioranza che governa la città di Todi, con Forza Italia e Lega Nord che sembrano già essersi espresse per un cambio della guardia, in particolare il partito del Carroccio che ha chiesto esplicitamente le dimissioni. A riguardo, commentando la presa di posizione, TamTam aveva chiosato il passaggio (definito da altri giornali “preavviso di licenzianziamento”) scrivendo della richiesta di un atto di dignità e coerenza politica da parte dei presidenti in carica, termini che hanno urtato la sensibilità del presidente Gentili, ritenendole lesive delle cariche istituzionali da lui rappresentate e chiedendo pubbliche scuse che qui gli porgiamo.

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