La volontà di dar vita ad un nuovo centro commerciale a Ponterio contraddice totalmente le iniziative promosse si qui dal governo cittadino. Non si possono sostenere e promuovere, con decine di migliaia di euro pubblici, iniziative ed eventi per il rilancio del centro storico e un modello di sviluppo basato sul piccolo negoziante, sul commercio di prossimità e contemporaneamente provocare il suo svuotamento con il decentramento del polo commerciale. Ricordiamo solo che sin qui il Comune ha investito quasi 50 mila euro di contributi sul Todi festival per manifestazioni collaterali. Circa diecimila euro per manifestazioni come la notte bianca della famiglia e la disfida di San Fortunato. Le iniziative di natale vedono un impegno di 20 mila euro per le luminarie ed un primo acconto di 17 mila euro per le altre iniziative promosse in piazza. Uno sforzo importante che mira a rivitalizzare il centro e che quindi non si amalgama con la volontà di sviluppare nuovi poli commerciali.
L’ipotesi della nascita di 50 posti di lavoro (garantita non si sa da chi) va valutata con cautela. Sono contratti a nuovi lavoratori o vengono spostati da un capannone ad un altro? Sono contratti a tempo indeterminato o a termine? Quanti saranno risevati a tuderti? E soprattutto, a discapito di chi? Dei piccoli esercenti, di attività storiche che hanno fatto vivere generazioni di famiglie?
A Ponterio ci sono già migliaia di metri quadrati di aree commerciali invendute. Ci sono aree (vedi l’ex consorzio agrario) da riqualificare. Chi vuole investire e portare posti di lavoro ha già tutto lo spazio che vuole. Noi continueremo ad avere un’idea diversa ed invitiamo tutti a riflettere con attenzione.

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