Lo scrittore ha presentato il suo ultimo libro “Il coraggio. Vivere, parlare, educare”
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“Il coraggio. Vivere, parlare, educare”: questo il titolo del nuovo libro di Paolo Crepet, che è stato presentato giovedì 11 gennaio a Todi al teatro comunale in un incontro con l’autore. Una figura importante nel mondo della psichiatria, quella di Paolo Crepet, cresciuto sotto l’insegnamento di Franco Basaglia, padre dell’omonima legge, che nel 1978 sancì l’abolizione dei manicomi e l’introduzione del trattamento sanitario obbligatorio.

La carriera di scrittore di Crepet decollò all’inizio degli anni novanta, quando vennero pubblicati i primi due saggi dello scrittore, “Dimensioni nel vuoto”, inerente il suicidio giovanile e “Cuori violenti”, sulla diffusione della delinquenza e della criminalità tra i ragazzi. In quanto al coraggio, Crepet dice che “è come l’aria che si respira: non se ne può fare a meno. È compito di una persona avere il coraggio di essere se stessi, e quindi non essere copiabile ed uscire dal proprio stato di mediocrità. Ma ci vuole anche il coraggio di indignarsi: c’è chi crede che nel mondo con il progresso non ci sia più bisogno di coraggio. Ma come possiamo essere liberi se non ci indigniamo? La speranza infatti, come sosteneva Sant’Agostino, ha due bellissimi figli: lo sdegno e il coraggio”.

Durante l’incontro, Crepet si è soffermato anche sull’importanza del coraggio di bocciare i ragazzi nelle scuole, ma anche sul coraggio di credere nel loro senso di responsabilità. Un libro, quindi, “Il coraggio”, che ci invita a riflettere su noi stessi e a vivere attivamente e in maniera consapevole la nostra esistenza, senza affidarci al destino: come ha detto lo psichiatra nell’intervista, “non esiste il destino, ma la vita è fatta di tanti appuntamenti, che bisogna saper cogliere al momento opportuno”.

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