Il Consiglio Regionale ha approvato la proposta di legge per la riduzione temporanea di vitalizi e reversibilità, con un risparmio di 300 mila euro all'anno per tre anni
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L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato all’unanimità dei presenti (Pd, SeR, Misto-Mdp, M5S, Lega, Misto-Umbria Next) la proposta di legge per la riduzione temporanea dell’assegno vitalizio degli ex consiglieri regionali. L’atto prevede un risparmio di circa 900mila euro nel triennio di applicazione che saranno destinati a finanziare politiche a favore delle fasce di popolazione a maggior rischio di esclusione sociale. L’atto unitario uscito dalla Prima Commissione consiliare ha preso il via da due diversi provvedimenti presentati dall’Ufficio di presidenza di Palazzo Cesaroni e dai consiglieri del Movimento 5 Stelle.
La proposta di legge prevede che  gli importi lordi mensili dei 102 assegni vitalizi e di reversibilità in pagamento siano ridotti per la durata di 36 mesi con i seguenti scaglioni: il 5 per cento per importi fino a mille euro, l’8 per cento per la parte oltre i mille e fino a 2mila euro, il 10 per cento da 2mila a 4mila, il 12 per cento per la parte da 4 fino a 6mila euro e il 15 per cento per la parte oltre i 6mila euro. La riduzione è prevista anche per i soggetti che, alla data di entrata in vigore della legge, non hanno ancora conseguito i requisiti di età previsti per l’erogazione dell’assegno vitalizio e per coloro che, nonostante il possesso dei requisiti, non hanno ancora percepito l’assegno vitalizio. Inoltre è prevista l’esenzione per i redditi lordi complessivi annui fino a 18mila euro. Come indicato da varie decisioni della Corte costituzionale il taglio degli assegni vitalizi proposto tiene conto “dei criteri di temporaneità, ragionevolezza e proporzionalità”.
È stato approvato a maggioranza l’emendamento, con l’astensione di Solinas (Misto-Mdp), a firma Liberati (M5S), Rometti (SeR), Chiacchieroni, Porzi (Pd), Mancini, Fiorini (Lega), De Vincenzi (Misto-Umbria Next), che prevede di pubblicare sul sito istituzionale dell’Assemblea legislativa i nominativi e gli importi dei percettori degli assegni vitalizi.
Critico ma equilibrato l’intervento del consigliere Claudio Ricci: “Apprezzo la scelta in questione, ma si tratta di un atto tiepido, quasi gassoso, che si muove in un quadro di totale incertezza. Esprimo apprezzamento per i consiglieri della precedente legislatura per la scelta forte e decisa di abolire i vitalizi. Non condivido, tuttavia, il termine ‘privilegio’ per chi oggi gode di questa situazione poiché i padri costituenti della Repubblica agirono in tal senso per dar modo a chi doveva abbandonare la propria attività lavorativa, per svolgere in pieno il mandato avuto dai cittadini, di avere, al termine del mandato, un ammortizzatore per attutire gli effetti della parentesi parlamentare. Questa era una garanzia affinché tutti e non pochi potessero fare politica. Con questo atto risparmiamo comunque, appena 300mila euro annui a fronte di una spesa di 4milioni di euro. I veri risparmi e quindi il recupero di risorse va trovato negli 827miliardi di spesa pubblica dove la prima voce è rappresentata dalle pensioni (32 per cento), 270 miliardi di cui oltre 9 sono legati a sistemi pensionistici contributivi maturati dopo pochi anni di attività. Bisogna dunque intervenire per eliminare sprechi ed inefficenze liberando risorse ingenti per lo sviluppo”.

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