Il movimento Todi Civica chiede all'amministrazione comunale di occuparsi rapidamente della questione
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La politica tuderte torna ad occuparsi della chiusura del cinema cittadino e delle conseguenze negative che tale assenza sta portando e porterà alla vita culturale e sociale della città di Todi.
A riaccendere i riflettori sulla questione è il movimento Todi Civica: “È noto come da oltre un anno la città di Todi – dicono dal movimento – non possa più godere di una propria sala cinematografica. Alla positiva esperienza trentennale del Cinema Jacopone non sono seguite altre iniziative, né sono state determinate le condizioni per il proseguimento della stessa. Il cinema ha rappresentato nel corso degli anni uno strumento culturale, uno spazio di aggregazione sociale e di riflessione comune, un sano intrattenimento  ed un mezzo di attrazione cittadina”.
Ad un anno dall’insediamento della nuova amministrazione comunale, il consigliere di Todi Civica Floriano Pizzichini, sprona la giunta Ruggiano ad affrontare questa situazione, finora non tenuta nella giusta considerazione: “Riteniamo di dover evidenziare come  nel corso del primo anno di attività,  l’amministrazione comunale, abbia investito centinaia di migliaia di euro in iniziative culturali, eventi e manifestazioni e che solo una piccola parte degli stessi sono stati destinati a lodevoli iniziative dedicate al settore cinematografico.

L’assenza del Cinema non offre l’immagine di una città accogliente, capace di dare servizi e attenta alla tutela della cultura in tutte le sue espressioni. Riteniamo che  il rilancio di una sala Cinematografica, nella nostra città, pur essendo legata alla libera iniziativa privata, non possa, soprattutto in una fase iniziale, prescindere dal sostegno delle istituzioni”.
Per tali ragioni il consigliere Comunale Floriano Pizzichini  ha depositato un ordine del giorno in cui chiede che “il Sindaco e la giunta comunale si impegnino alla realizzazione di un progetto per la riapertura di un Cinema cittadino, individuando e ricercando ogni possibile sinergia pubblico-privato e prevedendo, se necessario, un contributo per la realizzazione dello stesso progetto, valutando anche la possibilità che a tali risorse si possa accadere attraverso i fondi europei”.

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